Hashtag su Instagram, moltissime le parole "bandite"

Instagram censura una lista piuttosto sorprendente di hashtag, alcuni per motivi ovvi, altri per proteggere gli utenti giovani o stupidi, altri ancora perchè così banali da essere inutili.

Instagram si è rivelato un maestrino severo con i suoi utenti, che a dire il vero tendono a essere giovani e privi di buonsenso. La lista degli hashtag censurati è infatti lunghissima e in certi casi davvero particolare.

Ovviamente quelli che vengono banditi più spesso sono i termini “adulti”, la cui censura è tutto sommato comprensibile in un mondo in cui i motori di ricerca penalizzano fortemente gli sporcaccioni e i giornali vanno a nozze con gli allarmi moralistici - E la recente presenza dei video rende il network ancora più vulnerabile ai contenuti espliciti.

Accanto a essi, però, vengono fatti quietamente sparire altri hashtag meno salaci, ma più pericolosi.

Salute e “stupidità” fanno bandire una parola



La salute e la legge sono come sempre un argomento che fa discutere: sono stati censurati i # che promuovono scelte pericolose o disturbi alimentari, pertanto non si può più cercare #proanorexia, #thinspiration, #loseweight, #weed. Tutto sommato in questa categoria non ci sono poi molte parole bandite, se facciamo il confronto con quelle che riguardano la sfera dell'intimità.

Una tipologia di censure sorprendenti è quella che comprende hashtag come #instagram, #iphone, #photography e #popular. Queste parole non hanno nulla di sporco, di pericoloso o illegale, anzi sono piuttosto comuni nella vita di tutti i giorni. Quindi perché l’accanimento? Le ragioni sono puramente “logistiche”. Sono così comuni - stupide se vogliamo - da rendere la loro ricerca del tutto priva di senso, almeno secondo Instagram.

Chi è così stupido da condividere il passaporto?



Questo porta ad una domanda: perché Instagram censura proprio queste parole e non altre che sarebbero certamente più pericolose? Il blog The Data Pack ci pone un esempio molto interessante.

Migliaia di persone completamente prive del bene dell’intelletto ogni giorno decidono di pubblicare le proprie patenti fresche fresche e i propri passaporti su questo social media. La fierezza di aver ottenuto il permesso di guidare un’auto o di aver prenotato il biglietto per un viaggio oltreoceano paiono essere un motivo sufficiente per condividere un’instagram di tali documenti e contrassegnarli con #license e #passport.

Una buona percentuale di queste immagini offre anche dati personali che possono causare degli spiacevoli o pericolosi furti di identità. Perchè Instagram non ha scelto di oscurare questi hashtag invece di #ilovemyinstagram?

Foto | Flickr
Via | The Data Pack

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