Social network fondamentali per i prestiti bancari, anche i finanziamenti passano per Facebook

Alcune startup hanno iniziato a concedere finanziamenti, dopo aver valutato attentamente i profili social dei futuri debitori

soldi con social network L'importanza dei social network non si misura soltanto sulla base delle statistiche diramate da (e su) Facebook, Twitter e così via: a pesare è anche - e soprattutto - l'impatto che le reti sociali hanno sulle nostre vite; dopo aver scoperto che per le aziende americane è necessario sapere com'è la nostra reputazione virtuale ai fini dell'assunzione, siamo venuti a conoscenza che pure alcune startup hanno iniziato a controllare i nostri principali network per la concessione dei prestiti.

Lo apprendiamo dal quotidiano La Stampa:

"Sì, perché un piccolo numero di aziende startup ha cominciato a sfruttare i dati ricavati dall’attività in rete e dalle relazioni stabilite sui social network per valutare l’affidabilità creditizia di una persona. Una tra queste è Lenddo, azienda con 250.000 affiliati al suo circuito fondata da Jeffrey Stewart e Richard Eldridge e presentata come la prima piattaforma online al mondo che utilizza la reputazione e le connessioni sociali via Internet per aiutare gli utenti, soprattutto quelli dei paesi in via di sviluppo a basso livello di bancarizzazione, ad accedere ai servizi finanziari".

Il prestito viene concesso, ovviamente, solo a coloro che hanno un profilo pulitissimo, vale a dire a tutti quelli che non hanno avuto a che fare con malfattori, soggetti indebitati o insolventi: solo così sarà possibile entrare in possesso di una somma di denaro che varia, in media, dai 400 agli 800 dollari, almeno per Lenddo, la prima società citata.

Un sistema che funziona (ma fino a che punto?)


Non sappiamo come avvenga il controllo del profilo, ma pare che l'attività funzioni (e anche bene):

"Il sistema realizzato da Lenddo - scrive La Stampa - promette di elaborare in pochi minuti la richiesta di un utente grazie alla potenza di calcolo dei computer verificando l’attività sui social media. Essere trasparenti, onesti e accurati su Internet risulta decisivo per essere giudicati affidabili e idonei a ricevere denaro. [...] Il programma sembra funzionare con la collaborazione di investitori del calibro di Blumberg Capital, Accel Partners, Omidyar Network, e iNovia".

La stessa attività è esercitata da realtà come Kreditech (società tedesca), Kabbage (statunitense) e molte altre ancora, tutte con obiettivi e standard creditizi diversi.

L'idea è stravagante e neanche tanto incomprensibile, però forse è meglio affidarsi alla classica valutazione: con i profili Facebook si può davvero ingannare chiunque. Che ne pensate?

Via | La Stampa

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