Facebook, gli spammer guadagnano $200 milioni solo condividendo link

Secondo alcuni ricercatori nel campo della sicurezza informatica gli spammer su Facebook sono in grado di guadagnare cifre da capogiro con la semplice condivisione dei link

Una gruppo di ricercatori nel campo della sicurezza informatica italiani guidati da Andrea Stroppa e Carlo De Micheli hanno deciso di quantificare il giro di danaro che orbita attorno al mondo dello spam su Facebook.

I risultati sono sorprendenti: secondo i loro calcoli, ogni anno la semplice condivisione di link sul social media frutta 200 milioni di dollari. E forse il fenomeno potrebbe essere più esteso ancora, perché il team ha calcolato per lo più link a siti esterni con una determinata tipologia di frase, come ad esempio:

“Clicca qui per ricevere un iPhone gratis”


Questo genere di invito è ovviamente spam, anche per i più sprovveduti, ma siamo abbastanza certi che gli spammer siano in grado di essere più creativi ed insidiosi.

Generalmente, comunque, i link condivisi sono occultati dietro servizi che comprimono i link. Questo rende difficile a Facebook e all’utente l’identificazione della destinazione del proprio click, ma allo stesso tempo ha servito bene i ricercatori, visto che servizi come bit.ly incorporano tool per registrare il traffico.

Fan pages, l’ambiente ideale



Un terreno di caccia perfetto per gli spammer sono le Fan Page, che spesso diventano addirittura prede ambite. Certi spammer sono disposti a pagare per ottenere il controllo di una Fan Page avviata, ma sono anche capaci di “rubarle” convincendo gli amministratori a dargli dei poteri di gestione.

Altri spammer non sono così aggressivi ma si muovono “ai fianchi” dell’attenzione degli utenti. Facebook proibisce esplicitamente la pubblicità di fan page esterne sulle fan page di qualcun altro. Se vedete qualcuno che implora più o meno insistentemente un like, molto probabilmente è uno spammer, non una semplice persona entusiasta della propria pagina.

Conclusioni



Gli spammer sono una scocciatura e una perdita di tempo. Non sono direttamente pericolosi per gli utenti (a meno che non si tratti di malware, ma nel caso “spammer” non sarebbe il termine corretto).

Facebook non guadagna nulla dai loro maneggi, tuttavia, né guadagna nulla l’utente medio. Combatterli tuttavia è difficile, perché usano gli stessi metodi dei link legittimi e di chi fa promozione legittimamente - Ovverosia, pagando Facebook.

Foto | Flickr
Via | The Guardian

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