Facebook, un rapporto ufficiale mostra 25.000 richieste di dati da parte delle autorità di tutto il globo

Facebook ha pubblicato un rapporto ufficiale in cui illustra ben 25.000 richieste di dati da parte delle autorità. Le richieste arrivano da tutto il globo.

Facebook ha diffuso un rapporto pubblico in cui apre i suoi archivi e mette di fronte a tutti una lista degli interventi di polizia e delle richieste di condivisione dati da parte delle autorità - Non solo quelle americane, ma quelle di tutto il mondo.

L’iniziativa, intitolata Global Government Request Report esamina con un certo dettaglio quanto spesso i vari paesi ordinino a Facebook di condividere con i propri ufficiali i dati conservati dal social network. Facebook non ottempera a tutte le richieste, perché il suo team legale è costantemente al lavoro per impedire gli abusi.

I numeri sono piuttosto importanti, comunque: si parla di 25.607 richieste disposte per 37.954 diversi account. Il periodo preso in esame è quello dei primi sei mesi del 2013.

Chi chiede i dati?



Nessuna sorpresa per chi ha i poliziotti/agenti segreti/ufficiali più avidi di dati: sono gli americani, responsabili per oltre la metà di queste richieste.

I numeri non vogliono dire nulla a proposito della legittimità delle richieste, tuttavia, perché “solo”il 79% delle richieste risulta obbedito. E non c’è paese che abbia ricevuto il 100% dei responsi positivi da parte del social network, piuttosto geloso dei propri (nostri?) segreti.

I dati, comunque, risultano molto generici. Facebook non ci ha detto nulla in merito al ramo governativo che ha emesso le richieste, solo che ci sono state - Ministero degli Interni, polizia, NSA o Guardia Svizzera, non è possibile dirlo.

Dei paesi che chiedono dati sono solo 5 quelli che hanno più di 1000 richieste, compresi gli Stati Uniti: Italia, Francia, Germania, India, UK. Dubitavate che il nostro paese fosse presente?

Scarsa chiarezza, restano dubbi su Facebook



The Vergefa notare una possibile doppiezza dei portavoce di Facebook

. In giugno, un ufficiale turco aveva sostenuto di lavorare in collaborazione con Facebook per identificare gli insorti sui social media e Facebook aveva risposto di non avere alcun rapporto di collaborazione con ufficiali turchi.

Eppure dai dati non sembra che le richieste da parte della Turchia siano meno ottemperate di quelle di altri paesi.

Dove sta la verità?

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 17 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE TECNOLOGIA DI BLOGO