Un ladro inglese ha pensato bene di sfruttare la tecnologia per indirizzare le sue attività verso obiettivi pianificati a tavolino attraverso l’utilizzo di Google Earth. Infatti analizzando la vista satellitare dei tetti delle case di Londra, Tom Berge, questo il suo nome, ha potuto applicarsi con mira certosina solo verso i tetti realizzati con i materiali più redditizi come il piombo, grazie al colore più scuro che li contraddistingue.
Depredando i tetti di scuole, chiese e musei sono stati rubati materiali per circa 100.000 sterline in un periodo di circa sei mesi. L’accesso ai tetti, meticolosamente pianificato, veniva compiuto attraverso scale e corde doppie per poi concludersi con una fuga su un’auto rubata. La polizia ha inoltre notato una drastica diminuizione delle denunce dopo il suo arresto.
Google Earth è stato utilizzato in migliaia di modi, sia attraverso il client che attraverso i mashup delle mappe di Google Maps, ma questo è sicuramente il più originale e nefasto visto finora.
Via | DailyTelegraph.co.uk
arrrrr
19 mar 2009 - 11:54 - #1Ma vi rendete conto di che news inviate?
Google Earth è SOLO uno strumento. Smettiamola di buttare nel panico le persone. Grazie.
oceanoweb
19 mar 2009 - 13:42 - #2arrrrr hai perfettamente ragione, magari poi i politici inglesi accuseranno Google Earth di essere uno strumento per i ladri incalliti !
gigi78
19 mar 2009 - 13:52 - #3Dai è una notizia di quelle spacca monotonia!
E comunque non ho notato nessun messaggio allarmistico nell’articolo
Verguenza
19 mar 2009 - 15:22 - #4penso sia una notizia come ha detto gigi spacca noia…a me è piaciuta e non penso contenga nessun messaggio di catastrofe globale…
werfssdfefsfd
19 mar 2009 - 16:07 - #5moriremo tutti ç_ç
paolo192
19 mar 2009 - 17:03 - #6Attendiamo ora l’uscita di qualche illuminato pronto a chiedere la chiusura di google earth …
Max121
23 mar 2009 - 05:45 - #7Certo non avevo dubbi che Google Earth è stato pensato prima di tutto per facilitare i furti.
Alla fine se il mondo va male è solo colpa della tecnologia?! E’ questo il messaggio?
Ma per favore!