Facebook Login, più attenzione alla privacy

Scritto da: -

Ormai abbiamo fatto l’abitudine a come Facebook ci consenta di fare login “in remoto” su siti e app, grazie a quello che un tempo era chiamato Facebook Login ed oggi è Facebook Connect.

Purtroppo la procedura di login tramite Facebook su siti e soprattutto app aveva un difetto: era piuttosto difficile controllare cosa venisse effettivamente condiviso tra il social network e l’app in questione - I permessi, la privacy, il flusso di dati personali erano come al solito offuscati dalla procedura, che per risultare facile rischiava di mettere gli interessi dell’utente in secondo piano.

Uso apposta l’imperfetto, perchè da oggi non sarà più così: Facebook Login è diventato più comprensibile all’utente, e gli sviluppatori di terze parti DEVONO chiedere separatamente il permesso per postare dei contenuti sul social media. D’ora in poi se scarichiamo una app lei non potrà più piazzare alcuna notifica dell’avvenuto acquisto sulla nostra timeline.

Educare gli utenti o mettere le redini agli sviluppatori?

Facebook Login viene usato 850 milioni di volte al mese. Definirlo una feature di successo è poco, è il volto più familiare in assoluto per utenti e sviluppatori tra i servizi offerti dalla corporation. Secondo Facebook 81 app delle “top 100” di Android sono integrate con Facebook Login, e 62 su 100 sulla piattaforma iOS.

Se noi facciamo login tramite Facebook in una app, allora possiamo trovare automaticamente tutti gli amici che la usano, e possiamo sfruttare il social network per le nostre condivisioni senza step aggiuntivi se si tratta di un app adatta.

Ma sarebbe anche bello poter controllare quando farlo. Se vogliamo mantenere segrete le nostre playlist musicali o il fatto che guardiamo My Little Pony di nascosto su qualche app di streaming video, dovremmo avere il diritto di farlo.

La nuova interfaccia risolve il problema: ora il servizio che consente il login tramite Facebook e la condivisione dei contenuti online sono due procedure completamente separate.

Via | The Next Web

Vota l'articolo:
3.35 su 5.00 basato su 23 voti.