Mentre le associazione che tutelano il diritto d’autore spingono per ottenere leggi più severe sul copyright, ormai l’opinione pubblica va nella direzione opposta. Recenti studi condotti in Canada e Spagna hanno rivelato che più della metà degli utenti su Internet usa le reti peer-to-peer per scaricare musica, software e film e meno del 5% degli intervistati sostiene che sia giusto punire chi lo fa.
Sono cambiate, quindi, le opinioni dei navigatori e le loro abitudini. Ciò che stupisce è che una percentuale molto bassa ritiene che scaricare illegalmente sia, appunto, illegale, cioè da punire. Sempre più persone sono a favore del p2p.
Come è potuto accadere? E’ possibile che Internet abbia cambiato il nostro modo di interagire con i media digitali? Sono passati più più di 10 anni da quando l’esplosione di Internet e delle reti p2p hanno iniziato a cambiare i comportamenti dei navigatori. Oggi Internet è diventato il bacino che permette alle persone di accedere ad una biblioteca sterminata di informazioni.
Contemporaneamente le industrie del divertimento stanno facendo di tutto per arginare questo fenomeno, e ottenere leggi pù severe. Come porsi di fronte a questa realtà?
Cambiare il sistema economico che sta alla base del nostro pianeta? Legalizzare il p2p e la condivisione libera? Oggi è possibile raggiungere qualsiasi informazione con un click. Quindici anni fa tutto questo era impensabile, ed oggi è realtà.
Voi come la pensate?
Via | Torrentfreak.com
TheLostOne
15 mar 2009 - 04:06 - #1Ma come parli?
DaZe
15 mar 2009 - 08:24 - #2La frase che tu citi è corretta.
Ma forse dovresti imparare l’italiano prima di criticare.
ilgrillo
15 mar 2009 - 08:44 - #3Credo che l’uso dell’ingegno artistico o tecnico debba avere un riconoscimento. Al momento questo è, in massima parte per chi ne fa un impegno di vita, ricompensato con il denaro.
Il p2p bypassa questo “baratto” e si appropria indebitamente dell’ingegno altrui, laddove non sia dispensato gratuitamente.
Si dovrebbe immaginare un mondo in cui l’ingegno sia liberamente disponibile, ma è necessario una radicale modifica di quelle che sono le regole economiche e sociali contemporanee.
Staremo a vedere quello che accade.
-Ryo-
15 mar 2009 - 10:26 - #4Non nego che l’uso dell’ingegno artistico e tecnico debbano avere un riconoscimento, ma bisognerebbe avere dei criteri più chiari sull’argomento, anche solo per quanto riguarda il diritto d’autore, visto che se per un libro, se non ricordo male, dura circa 50 anni, vista l’evoluzione tecnologica, per un video gioco dal mio punto di vista dovrebbe durare al massimo 10 anni, anche se mi sembra gia un esagerazione (a quanto ne so l’unico gioco di cui si parla ancora tanto e che abbia 10 anni è StarCraft, gli altri sono un po caduti nel dimenticatoio e molto probabilmente non li gioca più nessuno), altra cosa che trovo completamente fuori luogo per i protoddi informatici è il prezzo, sempre riguardo i giochi, perchè 60€ per un gioco che poi si rivela una presa in giro notevole, anche perchè, quantomeno nella zona dove abito io, di rivenditori di videogiochi usati non ne ho trovati e per avere un gioco a 25 euro (prezzo che io ritengo adatto per questo genere di prodotti eccetto magari qualche gioco di ruolo BioWare che è come potersi leggere dei libri di ottimo livello) bisogna aspettare che il prezzo scenda e questo richiede tempo, tra l’altro essendo passato da un po a ubuntu, mi da parecchio fastidio che i giochi siano sviluppati per Win e Mac e non per i sistemi Linux (non tutti fanno così, ma parecchi). So di aver incentrato molto il discorso sui viodeogiochi, ma credo che siano una delle cose che danno vita al p2p, e spero che grazie alla pirateria si tornino a fare pochi giochi, ma di qualità, al contrario di certa spazzatura che ci viene rifilata al giorno d’oggi e spacciata per materiale di qualità…
Takky
15 mar 2009 - 11:02 - #5Il problema del FileSharing non è creato dalla mancata retribuzione all’artista, ma ad un antiquato sistema di Marketing a cui le case di Produzione (di tutto) sono ormai abituate.
Una volta la loro intermediazione era necessaria, ad oggi invece sono solo inutili gruppi mangiasoldi assetati di potere.
La loro è una battaglia contro i mulini a vento.
Vogliono estendere il Diritto di Autore a 90 anni, ma siamo pazzi? Quando serve a loro solo per poter raccattare sempre più soldi.
Quando se ne accorgeranno che non stanno intraprendendo la strada giusta forse sarà per loro troppo tardi, ma noi ci guadagneremo solo.
ugo manetta
15 mar 2009 - 11:35 - #6Non si vuole cambiare il mondo e le sue regole economiche ma, semplicemente, pagare il giusto per quello che se ne ha in cambio.
Al momento esistono tre possibilità:
- pagare il prezzo che ti impone il “produttore”, che quasi sempre è ingiustificatamente alto
- scaricare da internet e non pagare nulla
- non usufruire del prodotto
Ai produttori spetta l’onere della quarta via: far pagare il giusto, altrimenti la gente si adegua.
niknik79
15 mar 2009 - 12:16 - #7Quanti moralismi inutili. X gli utenti la domanda è: perchè devo pagare 1euro se la stessa cosa posso averla gratis? Un tempo ci si scambiavano le figurine panini con gli amici e i vicini di casa, ora la globalizzazione ci consente di avere amici OVUNQUE e di scambiare TUTTO. Il fenomeno P2P è praticamente impossibile da arginare, ke se lo mettano in testa! D’altro canto capisco ki si spreme le meningi per dare un prodotto di qualità e non vede ricompensato il proprio lavoro: è tremendamente triste! Però se oggi abbiamo la cultura del “meglio gratis ke poco” è dovuto ad anni di mercato aggressivo dell’enterteinment , prezzi alle stelle e costi ingiustificati. Chi troppo vuole nulla stringe :-)
Andreabont
15 mar 2009 - 12:17 - #8Non so se è un bene o un male, ma dalle utlime statistiche che ho letto sono venuto a conoscenza del fatto che le Major ci guadagnano grazie al p2p, sembra infatti che amplifichi notevolmente la pubblicità dei cd in vendita (molta gente prova e poi compra) aumentando di fatto le vendite dei cd…
Sembra quindi che alla fine non sia un danno: la gente che non compra non comprava prima e non compra adesso, la gente che prima comprava compra anche adesso…. non cambia nulla?? NO, qualcosa cambia:
Alcune persone che prima non compravano, adesso ascoltano una canzone scaricata “illegalmente” e dicono “bella mi piace” e vanno a comprare il cd completo….
Sembravano casi rari, ma ad oggi sembra un fenomeno molto rilevante, infatti la vendita dei cd sta aumentando quasi di pari passo con l’aumento del p2p….
Alla fine le Major, combattendo il p2p, stanno distruggendo il più potente mezzo pubblicitario che sia mai stato messo in piedi…. e soprattutto gratis…..
ilgrillo
15 mar 2009 - 12:26 - #9Sono d’accordo sul “pagare il giusto” e sullo svecchiare il concetto di “vendita” e “retribuzione”.
Non ho soluzioni, altrimenti non proporrei interrogativi.
Tuttavia rimangono saldi in me alcuni punti:
1) Se una cosa costa troppo non si può rubarla, altrimenti vengono meno le fragili regole etiche che tengono in piedi il mondo civile.
2) Creare qualcosa, e ne parlo con cognizione, in genere costa lavoro; e non è bello vederlo violentare senza battere ciglio.
Infine, è necessario tenere gli occhi aperti sul digital delivery che in alcuni casi ha anche prezzi più alti del “normal trading”.
Inconcepibile.
Un cane che si morde la coda.
Non facciamolo diventare la normalità.
È giusto che i cani, la coda, la scodinzolino.
ilgrillo
15 mar 2009 - 12:31 - #10@niknik79:
Perché pagare quando una cosa posso averla gratis?
Certo, sarebbe stupido se quella cosa avesse due canali di distribuzione: uno gratuito, l’altro no.
Spesso il primo non c’è.
L’altro ce lo prendiamo senza chidere il permesso.
Pensa se a fine mese il tuo datore di lavoro non ti pagasse:
- Perché pagarti quando posso avere il tuo lavoro gratis?
clauderouges
15 mar 2009 - 15:24 - #11Mi dà molto fastidio questa falsa democrazia in cui tutti ritengono che ogni cosa debba esser per forza gratis e in cui la gente pur di giustificare i propri piccoli furti accusa sempre l’industria di imporre prezzi proibitivi. Chiunque ritiene che dieci euro per un cd sia troppo scriva per favore e mi dica quanto è disposto a pagare per due birre, che una volta bevute non esistono più o per una cena al ristorante. LE stesse persone se potessero ruberebbero anche quelle birre e le cene al ristorante. Mi fa anche abbastanza schifo il fatto che la gente continui a dire che la musica costa troppo anche se ormai ci sono un sacco di modi per ascoltare o scaricare o comprare musica a basso costo in modo legale. Questa non è democrazia, è ipocrisia. Andate su play.com e ditemi se la musica costa troppo. La musica sarà sempre troppo cara per chi è convinto che gli artisti devono vivere di sola arte e amore e per chi si vanta con gli amici al bar della quantità di roba scaricata con eMule a spese degli altri. Toglietemi pure quanti punti volete ma qui c’è poca gente che vede il problema in maniera razionale e troppa gente che semplicemente ha solo voglia di prendere senza pagare.
ilgrillo
15 mar 2009 - 15:42 - #12@clauderouges:
Sottoscrivo tutto.
xyze
15 mar 2009 - 16:49 - #13e’ giusto!
W il filesharing
clauderouges
15 mar 2009 - 18:14 - #14E’ giusto? Benissimo. Tu cosa fai per vivere? Perché sei così ingiusto da farti pagare? Non sarebbe molto più giusto se tu lavorassi gratis?
Luca M
15 mar 2009 - 20:34 - #15È impensabile avere tutto gratis. Ma bisogna anche chiedersi: tutti quelli che scaricano musica o film sono possibili acquirenti? Secondo me è importante inserire il discorso qualità di quello che si condivide: un cinefilo di certo non si accontenta di vedersi un film in bassa qualità sullo schermo del pc, quelli che vedono i film in bassa qualità sul pc non sono le stesse persone che andrebbero a vedersi quel film al cinema, non sono il target. Ecco quindi che l’unica regola per il file sharing sarebbe limitare la qualità dei file e così ha senso renderlo del tutto gratuito (più difficile il discorso musicale, ma paragonabile). È un discorso che non viene tuttavia fatto, ma che secondo me potrebbe risolvere la questione in quanto è vero che c’è bisogno da un lato di mantenere un certo reddito agli artisti e dall’altro il bisogno di condividere cultura. La bassa qualità consentirebbe tutto questo.
Saluti!
Guez
16 mar 2009 - 07:36 - #16@clauderouges
La stragrande parte dei fondi sui cd vengono incassati dalla casa discografica.
Quindi, secondo me, se i cd vengono condivisi attraverso la rete, chi ci guadagna sono gli artisti, che troveranno la loro musica conosciuta da + persone e, di conseguenza, i concerti saranno più seguiti(cosa che alimenta gli artisti).
clauderouges
16 mar 2009 - 13:51 - #17Questo è vero.
ilgrillo
16 mar 2009 - 21:37 - #18@LucaM: il problema è che spesso chi scarica non ha come priorità la qualità, dunque il rendere gratuito il file di bassa qualità servirebbe, a mio parere, a poco.
Vedi il BD e il SACD. Nessuno è disposto a spendere di più per vedere e sentire meglio, perché non è la caratteristica scatenante l’acquisto.
Eppure le differenze ci sono, ma bisogna possedere una certa cultura della qualità e, inutile fare gli ipocriti, soldi da poter investire.
gugand
18 mar 2009 - 07:47 - #19Il diffondersi della pirateria proprio causata dalla paura della gente di prendersi delle fregature anche discretamente costose. Le opere d’ingegno sono tutte cose che non si conoscono finche’ non vengono provate. Praticamente bisogna pagare la speranza che il prodotto ci sia gradito. Sono prodotti per cui non esiste garanzia e se volessimo essere pignoli il 99% delle licenze d’uso non permette nemmeno il prestito e la rivendita. Infine si deve considerare che i distributori non fanno nulla per assicurare oltre ogni ragionevole dubbio che la copia in possesso di una persona sia o no originale, considerando che la copia di backup e’ consentita. Loro sanno solo quante copie hanno vendute, ma non saprebbero neanche dire a chi. Per rendere responsabile una persona della propria copia gli si fa firmare il contratto della licenza d’uso, non accettare implicitamente una licenza di cui tutti se ne fregano perche’ non c’e’ modo di sapere se sono tato io a diffondere la copia pirata.
In poche parole, i distributori invece di piagnucolare si attrezzino da soli per controllare la distribuzione e non basarsi su una normativa che in pratica non puo’ colpire nessuno perche’ non ci sono i mezzi pratici.
Luca M
18 mar 2009 - 17:45 - #20@ilgrillo
forse non mi sono spiegato: chi scarica a bassa qualità non sarebbe comunque un possibile acquirente!!! Non è il target di chi vende musica o film. È ridicolo pensare che i concorrenti dei cinema siano dei video a bassa risoluzione sullo schermo di un pc . Su questo siamo d’accordo?!!
A me non pare, infine, che la gente non voglia spendere di più per sentire meglio: in giro vedo sempre più persone con home theater (per carità molto è moda) ed apparecchi per migliorare l’esperienza video ed audio. A queste persone, potrà bastare un filmetto sgranato?
Spero di essermi spiegato meglio questa volta ;-)
Saluti
ilgrillo
21 mar 2009 - 09:16 - #21@LucaM:
Purtroppo le mie conoscenze personali devono confermare che la bassa qualità è percepita come qualità ottimale perché gratuita. E, poiché la consuetudine porta alla normalità, la diffusione di una qualità scadente non farà altro che abituare il palato delle persone.
Sempre per le mie conoscenze personali, gli acquirenti di HT sono in massima parte coloro che si fanno piacere lettori DVD da 59 euro, e non per indisponibilità economica (sarebbe sbagliato ghettizare i consumatori per possibilità di aquisto!) ma perché pur potendosi permettere qualcosa in più ammettono candidamente: “I DVD li vedo lo stesso, no?”
Pensa che una recente indagine della rivista AFdigitale ha dimostrato (in un campione ridotto, ovvio) la grande diffusione di televisori HD utilizzati per vedere segnali in SD e la convinzione da parte di alcuni intervistati che è sufficiente avere uno schermo HD per vedere meglio la TV.
Ciao.
Ciao.
Luca M
21 mar 2009 - 13:45 - #22La vediamo in maniera diversa evidentemente! =)
Grazie per la chiacchierata e alla prossima!
Saluti e buon weekend
ilgrillo
22 mar 2009 - 11:57 - #23Anche a te
:)
@bus
04 apr 2009 - 01:20 - #24basta con sta palla del poverini lavorano aggratis
è una palla colossale…è disinformazione…
i soldi vanno a chi i pezzi li vende non a chi li fa
gli arrangiatori i compositori ecc son pagati una miseria
e lo saranno sempre perche vendono i diritti ad altri.
esistono poi altri mezzi di recupero di soldi che le major gia conoscono fin troppo bene.
il live…è l’unica cosa irriproducibile allora li si che vai e paghi perche se per te merita i soldi glieli dai
in fondo bowie l’aveva pronosticato decadi fa
i dischi son solo merchandising del laiv e come dire far pagare i trailer del film ebbasta (glisso sui film perchè è cosa assai complessa) cioè non capisco se parliamo di opere artistiche o di un c***o di detersivo perchè se un detersivo mi va anche bene il paghi e c’è l’hai ma se la si ritiene vagamente arte allora nessuno potrebbe dovrebbe comprarla.
il filesharing è una realtà non c’è niente da filosofeggiare ma solo da prenderne atto e vedere se e come cambiare le cose
poi qui da noi ci sarebbe un discorso molto complesso in merito perche anche con il tuo disco punkmetalrockhiphopeccecc originale sottomano puoi star certo che i diritti li riceve un tizio che fa liscio
senza poi contare l’orrore giuridico della tassa sul diritto d’autore sui supporti vergini….
io la maggior parte dei dischi originali li ho presi all’estero proprio per non alimentare una delle tante mafie italiane.
inoltre grazie al dowload sono venuto a conoscenza di gruppi dei paesi piu disparati dai generi piu impossibili.
un’altra cosa di cui tener conto è che quando io compro un ciddì compro un prodotto fallato un prodotto che tecnicamente per chi “lavora” col suono è un abominio. hanno compressioni comunque insopportabili per il costo che hano e l’era in cui ci troviamo.
cioè io li compro ma storco il naso perchè è un formato desueto
che non viene aggiornato solo per massimizzare i profitti delle case di produzione.
ogni tanto qualche ciddi viene affiancato un vinile ma mai un dvdmusicale.
il failscering è una realtà ebbasta non è un bene e non un male al massimo un opportunità di rinnovare e innovare molti l’hanno gia capito… i NIN escono sempre aggratis
eppure a fine mese ci arrivano…
a me non stupisce affatto sto sondaggio anzi lo trovo attendibilissimo, nel senso che se uno non è un asociale se lo puo aspettare in fondo ci si impresta e ci si imprestava di tutto. non capisco bene gli antisharing sper non abbiate mai scritto il vostro numero su un foglietto di carta per darlo ad altri sennò dovrete sopravvivere con la coscienza sporca per aver fatto fallire le ditte di biglietti da visita…
il tutto sta che il diritto d’autore (complici i prezzi e lo scarsoquasinullo rientro all’artista)non è una legge sentita come giusta e se la maggior parte la pensa così democraticamente dovrebbe essere rivisto…95%è un po’ altino magari chi è contro lo share dovrebbe prima comprendere e poi sparare la sua
un po’ prolisso un po’ sconclusionato spero d’esser d’aiuto al dibattito
W_il_filesharing
16 gen 2010 - 12:43 - #25il filesharing una cosa negativa? ma quanti moralisti del cavolo! Se vendessero l’aria e non ve la poteste permettere voi morireste soffocati per sostenere le vostre str….te di ideali. Ma vi siete bevuti il cervello… il p2p è una manna,una risorsa incredibile. Cultura, software, alfabetizzazione informatica, musica rara, film culturali introvabili, documentari, ebooks ecc ecc. Oggi Internet e la sua libertà sono diritti fondamentali dell’era informatica, vedi politica di Obama. Combattessero la vera pirateria, quella da strada, quella con scopo di lucro che ingrassa ambulanti irregolari e le mafie che operano dietro le quinte. E ci lasciassero in santa pace… paghiamo (e care) le connessioni, vogliamo sfruttarle. Quei porci del livello di SIAE e simili vogliono far passare la reciprocità, lo scambio etico come il peggiore dei crimini… pagliacci. Il fs NON E’furto, il furto è sottrazione fisica di un bene che quindi viene a mancare alla disponibilità del proprietario. Chi copia non avrebbe mai comprato, quindi dove sta la perdita? Se i soldi non ci sono, non si sono! L’informazione digitale è di per se duplicabile, i tentativi di limitare ciò sono ridicoli,costosi,controproducenti,aggirabili in 1000modi. Il p2p per uso personale e senza lucro va depenalizzato, anzi incentivato. E’nella natura umana scambiarsi le cose, è connaturato (per fortuna!) all’essere umano. Le presunte c.d.”mancate vendite” (concetto già di per se assurdo, cos’è una mancata vendita?!?) sono più che compensate dalla crescita de mercati indotti al filesharing: memorie capaci, hard disk, linee ADSL e in fibra ottica, lettori mp3, lettori divx, console modificate… se non si chiude un occhio (meglio si legalizzino) sui contenuti gratis, la gente non compra neppure l’hardware (E FA BENE). Si spartiscano i soldi delle connessioni od altro e non rompano, noi consumatori non siamo limoni da spremere, non possiamo ingrassare tutti i parassiti gonfiaprezzi della filiera. E ripeto, pensassero a combattere la VENDITA di materiale contraffatto, che a quanto pare porta molto denaro nelle mani della mala ed a stroncare pedofilia e pornografia online che insozzano il web. Filesharing libero e depenalizzato.
A n t o n i o
08 ago 2011 - 21:01 - #26e chi l’ha mai considerato negativo? W il filesharing!