Bradley Manning, la talpa di Wikileaks, condannato dalla corte marziale: rischia 136 anni di carcere

Bradley Manning è stato condannato oggi dalla corte marziale. E' stato prosciolto dall'accusa più pesante, ma rischia ugualmente di essere condannato a 136 anni di carcere.

Giornata cruciale per il futuro di Bradley Manning, il soldato e analista dell’esercito americano accusato di essere la “talpa” che ha passato a Wikileaks centinaia di migliaia di documenti riservati e cablogrammi, poi pubblicati da Julian Assange in quella che è senza dubbio la più grossa fuga di notizie che abbia mai colpito gli Stati Uniti.

Oggi, alle 19 ora italiana, nella base militare di Fort Meade, nel Maryland, la corte marziale ha emesso l'attesa sentenza: Manning è stato riconosciuto colpevole di 19 dei 22 capi d'accusa che gli venivano contestati.

Cade l'accusa più pesante, rischia fino a 136 anni di carcere

E' caduta l'accusa più pesante, quella di connivenza con il nemico per aver rivelato documenti diplomatici e militari segreti americani, ma il giovane soldato è stato riconosciuto colpevole di spionaggio. Con la decisione della corte marziale è sfumata così la certezza che Manning venga condannato all'ergastolo, ora resta solo il dubbio: la somma degli altri capi d'accusa potrebbe comunque portare a 136 anni di carcere, se venisse condannato al massimo della pena prevista, ma è solo una delle tante possibilità.

Il 25enne originario del Galles, lo ricordiamo, era entrato a far parte dell'esercito statunitense nel 2008 e appena un anno dopo era stato inviato in Iraq per lavorare come analista informatico. Grazie a quel compito ebbe a che fare con documenti riservati dell’esercito e con le comunicazioni con Washington.

Si è dichiarato colpevole dei reati minori

Quando esplose lo scandalo cablegate, il nome di Manning emerse in breve tempo. Il resto è storia di questi ultimi mesi: Manning è stato arrestato e si è dichiarato colpevole dei capi d'accusa minori, ammettendo di aver diffuso alcuni documenti e negando di aver favorito il nemico.

Alcuni dei documenti diffusi da Manning, sostiene l'accusa, sarebbero finite anche nelle mani di Al Qaeda. L'entità della pena per il giovane Manning verrà resa nota domani, alle 15.30 ora italiana.

Via | Politico

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