Ricorderete quando durante il 2008 Facebook tentò di acquistare Twitter finendo poi con un nulla di fatto: a distanza di qualche mese sulle pagine di BusinessWeek, Peter Thiel, uno degli investitori del social network più grande del mondo, ha spiegato i retroscena della vicenda.
Secondo Thiel le negoziazioni si sarebbero quasi immediatamente incanalate in un vicolo cieco a causa del disaccordo sul valore delle azioni di Facebook, quella che cioè avrebbe dovuto essere la moneta di scambio dell’operazione: da un lato Twitter sapeva che l’intero valore era tra gli 8 e i 9 miliardi di dollari, ma dall’altro gli impiegati operavano compravendite addirittura anche alla metà di tale cifra.
Non è escluso però che Facebook provi in futuro a portare a termine altre acquisizione, cosa che potrà accadere solo quando la valutazione delle azioni del social network riuscirà a stabilizzarsi senza subire i bruschi cambiamenti che ne hanno influenzato le sorti durante il 2008.
Via | News.cnet.com
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03 mar 2009 - 12:29 - #1 (nascondi).
acquisire dei servizi inutili come Twitter ad alto prezzo con parziale scambio di azioni serve proprio a far credere agli investitori privati ed ai venture capital che la propria azienda web vale davvero quel prezzo… non capisco, però, per quale ragione, dopo l’esplosione della bolla internet nel 2000 e persino in piena crisi finanziaria globale (una megabolla esplosa proprio a causa alla iperemissione ed ipervalutazione di beni DI CARTA) ci siano ancora professionisti e privati che credono davvero a queste valutazioni di servizi web nonostante NON VENDANO NULLA NE’ RENDANO UN CENTESIMO
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