Royal Baby, i criminali informatici sfruttano la nascita del piccolo principe d'Inghilterra

I criminali informatici non si sono lasciati scappare la nascita del Royal Baby e hanno subito trovato un modo, ora inefficace, per attirare gli utenti inesperti nella loro trappola.

La nascita del Royal Baby ha riempito e sta riempendo le prime pagine dei quotidiani britannici e di tutto il Mondo. Il figlio del principe William e della consorte Kate Middleton è uno degli argomenti più discussi su Internet, trend topic su Twitter da decine di ore e cercatissimo su Google. E così, come accade spesso nel caso di eventi di rilievo come questo, i malintenzionati sono sempre dietro l'angolo, pronti a cavalcare l'onda.

E' il caso della mail che ha come oggetto "The Royal Baby: Live updates", un messaggio che all'apparenza promette aggiornamenti in tempo reale sugli eventi che circondano la nascita del piccolo principe di Cambridge con tanto di webcam direttamente dall'ospedale.

La mail, ormai innocua, era in realtà una trappola che portava i più curiosi e meno attenti quasi sicuramente su un sito malevolo pronto a infettare la macchina che lo stava visitando.

Minaccia debellata in tempo record

La minaccia, fanno sapere dai Kaspersky Lab, è stata prontamente debellata e ad oggi le poche tracce rimaste non permettono di capire a fondo dove siano stati portati gli sprovveduti visitatori e quali siano state le conseguenze. Gli analisi di Kaspersky hanno identificato quella minaccia come Trojan-Downloader.JS.Expack.aiy e assicurato che ora la trappola è del tutto inefficace in quanto il sito di destinazione risulta pulito e sicuro.

Tutto bene quel che finisce bene, insomma. A questo punto non possiamo non cogliere l'occasione per congratularci coi neo-genitori e per ricordare a tutti che se siete alla ricerca di informazioni e aggiornamento su questo o quell'evento vi basterà affidarvi a un motore di ricerca o a un quotidiano online. E non dimenticate di controllare sempre l'URL che state visitando: se avete dei sospetti, segnalate l'indirizzo a Google o chi per lui e passate oltre.

Via | SecureList

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