Google Plus dimenticato da tutti, per e-commerce e media publishing meglio altri social network

Google Plus non è utilizzato né in ambito e-commerce né in ambito media publishing: il social network è stato dimenticato da tutti

Google PlusSu Google Plus potremmo stare a scrivere migliaia e migliaia di battute, senza perdere d'occhio la conclusione: il social network, rispetto a Facebook e Twitter, almeno per il momento, è decisamente indietro; l'unico motivo per il quale in Italia è riuscito a battere Twitter - e pare difficile da mettere in discussione - sta nel fatto che Google impone l'iscrizione alla rete sociale per qualsiasi azione, anche per la più banale.


I risultati si vedono: stando a un recente sudio di Gigya, Google Plus è agli ultimi posti di gradimento nel settore dell'e-commerce e del media publishing, ambiti nei quali viene persino battuto da reti sociali non meglio identificate (quelle che corrispondono, insomma, alla categoria "altri"). L'utente medio, quindi, non sfrutta il social network per condividere opinioni o post, link e così via; non a sufficienza, almeno: la preferenza è per Pinterest, in ambito e-commerce; per Facebook, in ambito media/publishing.


In altri termini, per la compravendita si preferisce utilizzare il primo servizio; per la condivisione, invece, il secondo. Niente da fare per la piccola creatura di Google, che, da una parte, paga lo scotto di essere arrivata in ritardo; dall'altra, almeno a nostro avviso, di fornire una esperienza social molto complessa e poco intuitiva (in alcuni casi, per di più, decisamente simile a quella offerta da Zuckerberg). Non ce ne voglia l'azienda di Mountain View, insomma, però forse farebbe meglio a rinunciare al progetto; o a trovare una strada vincente.

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