Condivisioni sui social media - Facebook, Twitter, Pinterest protagonisti, Google+ irrilevante

Google+ non ha alcuna rilevanza come piattaforma di condivisione dei contenuti, mentre Pinterest vola, subito dietro a Facebook e Twitter.

sharing di contenuti online, i dati

Le condivisioni sui social media sono numeri estremamente importanti per valutare l’effettivo successo di un servizio, perché sono una base importantissima per il processo di monetizzazione: se ci sono condivisioni, un link ha successo, ed anche il social network che lo diffonde ne trae beneficio.

Facebook è king of the hill


sharing di contenuti online, i dati

Forse non sarà una sorpresa per nessuno, ma il re dei social network è sempre lui, Facebook. Secondo una ricerca di Gigya, circa il 50% delle condivisioni di contenuti avviene su Facebook. La percentuale scende al 32% per quello che riguarda l’ecommerce e sale al 52% per i media e per il publishing professionale.

Come si spiega? Chi è l’asso dell’ecommerce? Non certo Twitter. Nonostante il suo posto di seconda piattaforma di condivisione sociale sia solido, cementato da una percentuale del 24% su tutto il panorama di tali media, quando si parla di ecommerce Twitter scende al 17%. I suoi numeri restano sempre buoni nel media/publishing, e Twitter si porta a casa il 23%. Non stupisce, essendo uno dei focus dell’azienda.

Il “terzo incomodo” è Pinterest, un social media che fa meno notizia degli altri ma che in fatto di condivisioni è di una potenza bestiale. In una visione globale, Pinterest si ferma al 16% dello sharing dei contenuti. Quando parliamo di ecommerce, però, è padrone assoluto: il 41% di condivisioni commerciali è sulla sua piattaforma, ed il 18% del materiale media/publishing vola tra i suoi pin.

Google+ è fanalino di coda, ma rifiuta il proprio destino



Google+

si piazza al 2%, anche sotto al 3% di LinkedIn. In un certo senso è un peccato, perché la piattaforma social di Google è comoda ed ha una marcia in più sui concorrenti quanto a feature. Ci piace molto, ma non abbastanza da indurci a spostare la nostra attenzione da Twitter, seppur più limitato e macchinoso, e Facebook, lento, goffo e costantemente intento a dirottare la nostra attenzione sui contenuti che preferisce.

Google+ non è in grado di affrontare la concorrenza nei social media, anche se il suo successo aumenta costantemente ed è più che comodo per comunicare e videochiamare. Sono molto pochi gli utenti che cliccano sui pulsantini sopra ad un articolo per condividere su Google+.

Considerando che il lavoro di chi pubblica online è molto influenzato dagli algoritmi del motore di ricerca di Google e che l’uso di G+ favorisce parzialmente sul piazzamento, possiamo anche dedurre che persino quel 2% è una cifra di cui è difficile potersi fidare. Chi crea contenuti talvolta condivide su G+ perché deve, insomma, non perché lo usi davvero.

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