PRISM: Apple, Google e altre società chiedono al governo USA di poter parlare

Una lettera per chiedere maggiore trasparenza alle autorità sul caso PRISM. L'hanno inviata in modo congiunto Apple, Google e Facebook, insieme ad altre aziende.

Apple, Google, Facebook e "dozzine di altre società" hanno inviato una lettera all'amministrazione Obama e al Congresso, chiedendo ufficialmente di poter parlare su PRISM, rivelando nuovi dettagli più approfonditi al fine di mantenere intatta la loro credibilità. È la notizia di oggi, che fa seguito a quella di ieri in cui era stata Microsoft a evidenziare il bavaglio imposto dalle autorità.

Keith Alexander, capo della National Security Agency, si è detto favorevole alla richiesta effettuata dalle varie aziende, affiancate anche da gruppi no-profit, imponendo come unico freno la possibilità di svelare altri dettagli senza intaccare le indagini in corso:

"Vogliamo solo essere sicuri di farlo nel modo giusto, senza avere alcun impatto su quanto sta svolgendo l'FBI. Credo sia l'unico approccio ragionevole."

L'elenco di società, che comprende anche altri protagonisti del settore tecnologico come LinkedIn, Yahoo!, Microsoft e Twitter, ha espressamente chiesto maggiore trasparenza nel messaggio inviato personalmente allo stesso Alexander, così come al presidente Barack Obama, l'Attorney General Eric Holder e membri del Congresso che si occupano della sicurezza nazionale.

Come sappiamo, diverse aziende avevano già ottenuto a giugno la possibilità di rendere note alcune cifre sul programma PRISM, ma il dibattito ancora in corso e le nuove rivelazioni di Edward Snowden devono averle evidentemente spinte verso una nuova richiesta nei confronti delle autorità.

È stato sempre Keith Alexander a rimarcare come le società non abbiano alcuna scelta nei confronti del bavaglio:

"Non c'è scelta. È un ordine della Corte, devono farlo. Per come la vedo io, quello che vogliono è far sapere al resto del mondo che non leggiamo tutte quante le email, quindi vogliono fornire i numeri. Credo sia logico farlo."

La lettera


Le società coinvolte hanno aperto anche una petizione sul sito WhiteHouse.gov, mentre VentureBeat ha pubblicato il testo completo della lettera, all'interno della quale viene chiesto di poter rivelare quanto segue nel dettaglio:

Il numero di richieste del governo per informazioni sugli utenti fatte in base alla Sezione 215 dell'USA PATRIOT Act, 702 del FISA Amendments Act, i vari statuti National Security Letter, e altri;

Il numero di individui, account e dispositivi per i quali le autorità hanno chiesto informazioni;

Il numero di richieste riguardanti i contenuti delle comunicazioni, informazioni di base sugli iscritti e/o altre informazioni.

In secondo luogo, le società hanno inoltre chiesto quanto segue:

Il governo dovrà aumentare il report annuale già richiesto dallo statuto, fornendo il proprio "transparency report" con le stesse informazioni: il numero totale di richieste fatte in base a specifiche leggi per tipi di dati specifici, e il numero di persone coinvolte da esse.

La lettera si chiude così:

Come gli Stati Uniti sono stati a lungo innovatori su Internet e prodotti e servizi che usino Internet, devono essere innovatori nel creare meccanismi che assicurino trasparenza, responsabilità e rispetto delle libertà civili e dei diritti umani del governo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail