PRISM, Microsoft afferma: "Nessuna backdoor, ma il Governo non ci lascia parlare"

"Il governo ci impedisce di condividere i dettagli dei nostri rapporti con l'NSA", ecco la tesi di Microsoft, che nega di aver lasciato accesso completo al controspionaggio americano.

Microsoft risponde alle illazioni della stampa, cercando di provare che non ha mai condiviso informazioni dalle mail dei suoi clienti né chiamate di Skype. In questa impresa, purtroppo, è ostacolata dallo stesso governo degli Stati Uniti.

Le dichiarazioni dell’ufficio legale di Redmond

In una nota ufficiale Brad Smith, Consigliere Generale e Vice Presidente Esecutivo con il portafoglio degli affari legali e corporativi si è espresso lungamente sulla posizione del gruppo. Vediamo di dividere il comunicato per punti.

  • È stato ufficialmente chiesto all’Attorney General degli Stati Uniti di intervenire personalmente allo scopo di consentire a Microsoft (e altre compagnie) di condividere informazioni sulle procedure usate in caso di richieste di dati personali motivate da questioni di sicurezza nazionale
  • Ci sono delle informazioni poco accurate nelle interpretazioni che la stampa ha dato delle informazioni, ma il Governo ha negato l’autorizzazione a discutere delle questioni sollevate. Questo vuol dire che Microsoft ammette che i documenti condivisi da Snowden sono reali, ma che il suo coinvolgimento è di tipo differente da quello che se ne potrebbe dedurre
  • Microsoft non concede “accesso pieno” alle email e all’instant messaging, e questo è ribadito con forza. Tuttavia concede l’accesso ai dati in occasioni particolari dietro richiesta del tribunale e secondo le corrette procedure
  • Outlook.com, che prima si chiamava Hotmail, non ha alcuna “porta di servizio per il governo degli Stati Uniti. Di fronte alle richieste legali di un tribunale Microsoft fornisce i dati dai propri server. Come abbiamo fatto notare in un altro articolo, sebbene il protocollo usato sia HTTPS, quando sono in transito attraverso i server interni di Microsoft le mail sono in chiaro. Se c’è un mandato, sono trasferite da lì, senza conferire al governo alcuna capacità di violare la crittografia
  • SkyDrive non ha alcuna porta di servizio. Le richieste di dati sono soddisfatte secondo le stesse modalità e procedure delle mail di Outlook
  • Skype non ha alcuna porta di servizio. Anche qui Microsoft risponde a richieste di dati specifiche e legali. È vero che i supernodi ora sono interni a Microsoft, e passano attraverso i server di Microsoft. Ne consegue che le trasmissioni interne sono in chiaro come accade con le mail. La corporation sostiene che non è stato fatto per aiutare il governo o spiare gli utenti, ma per migliorare il servizio - Quale sia la ragione, è comunque questa la realtà: Skype è molto meno privato di quanto non fosse in passato. Microsoft dice di considerare le comunicazioni via Skype come caratterizzate dallo stesso livello di tutela della privacy di qualsiasi altra comunicazione telefonica cellulare o fissa.

Richiamo ai valori della Costituzione Americana

Brad Smith termina la mail con una vera e propria implorazione all’Attorney General, di mantenere e garantire i valori di libertà d’espressione della Costituzione degli Stati Uniti, consentendo a Microsoft di difendersi dalle accuse di aver tradito la fiducia dei suoi utenti.

Ci manca solo una banda che suoni l’inno americano in sottofondo, per farci apprezzare l’eroismo e il coraggio di Microsoft, pronta a dire “tutto” ora che le vacche sono già scappate dal recinto.

Via | Microsoft Technet Blog

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