Edward Snowden, "Yes, we can": così Stallman e Assange lo sostengono (e provocano Obama)

Una foto provocatoria per Obama, grande sostegno per Edward Snowden: con "Yes, we can" Richard Stallman e Julian Assange gli sono vicini

Edward Snowden Yes we canLi conosciamo tutti e tre, Richard Stallman, Julian Assange e l'ora più che mai chiacchierato Edward Snowden: per molti sono dei miti; per qualche altro - Barack Obama, per esempio, ma non solo - qualcuno da punire e mettere a tacere. Ma procediamo con ordine.

In queste ultime settimane sta facendo molto discutere il caso Edward Snowden, tecnico ex dipendente della Central Intelligence Agency che, lavorando assieme a Glenn Greenwald di The Guardian, ha rivelato l'esistenza di programmi di intelligence secretati, fornendo informazioni su metadata, PRISM, Tempora e software di sorveglianza: un duro attacco a tutto il sistema americano, che lui ha ritenuto necessario "per informare il pubblico su ciò che viene fatto in loro nome e quello che è fatto contro di loro". A parlarne, tra gli altri, anche lo storico di intelligence Matthew M. Aid, che ha spiegato come le riveleazioni abbiano "confermato i sospetti di lunga data che la sorveglianza della NSA negli Stati Uniti è più invadente di quanto conoscessimo". L'arresto, comunque, non c'è stato: il Venezuela, infatti, ha offerto asilo politico a Snowden, rifiutando la richiesta di estradizione del governo.

La foto che vedete non ha bisogno di molte spiegazioni: il primo a sinistra è Richard Stallman, uno dei principali membri del movimento software libero che nel 1983 diede avvio a GNU, progetto incentrato sulla creazione di un sistema operativo come Unix ma composto da software non proprietario. Il secondo è Julian Assange, co-fondatore e collaboratore del sito WikiLeaks, che - come ben sapete - riceve e pubblica in anonimato documenti di tipo governativo e aziendale, "che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende".

Ebbene, i due si sono incontrati nella giornata di ieri e il sito Wikileaks su Twitter ha postato una foto-ricordo, che non farà piacere proprio a tutti; non osiamo neanche immaginare la reazione dei vertici politici a questo scatto: i due tengono in mano una foto di Edward Snowden, in chiaro segno di sostegno, visto che sempre su Twitter lo scatto è stato pubblicato con un cinguettiio molto particolare: si legge Yes we can, motto storico di Barack Obama.

Difensori della libertà di pensiero, insomma, e grandi provocatori. Siamo ancora a uno dei primi atti: quali saranno le prossime mosse?

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