Dropbox pensa ad una rivoluzione e indice una conferenza per gli sviluppatori

Dropbox dà il via ad una conferenza per gli sviluppatori, dove presenterà due plugin per incapsularsi nei servizi su web ed una nuova API per consentire il trasferimento di tutti i nostri dati ed attività da un device all'altro

Il servizio di Dropbox è una cosa “semplice”, necessaria e piuttosto essenziale. Ridotto all’osso, in un certo senso, ed è un prodotto usato da 175 milioni di persone in tutto il mondo. Come si può evolvere? I suoi fondatori hanno le idee piuttosto chiare: si deve far salire a bordo più gente possibile, non già come impiegati ma come sviluppatori di terze parti. Per questo oggi parte la prima conferenza per gli sviluppatori di Dropbox!

Come funziona e come può cambiare

Dropbox è un servizio di storage e backup che consente di fare il sync del contenuto di un HD tra una vasta serie di device. In poche parole, voi mettete dei contenuti sulla nube, Dropbox, ammesso che sia abbastanza gentile da avere un client sul vostro OS, vi consente di accedere ad essi non importa dove siate o che apparecchio usiate.

Dal proprio punto di vista Dropbox ha fatto un sacco di fatica per preparare il terreno a degli sviluppatori intenzionati ad espandere le funzioni di base. La gente, a livello teorico, ora può condividere e modificare i file tra smatphone e PC di casa restando direttamente sulla nube di Dropbox.

Dropbox ha decisamente il know-how per resolvere i problem connessi al Sync, e come immaginate ce ne sono parecchi. Ora è il suo turno di trasferire questo know-how e di fornire un set di tool per rendere la vita facile al prossimo.

La rivoluzione è in atto

Vediamo assieme cosa presenta oggi Dropbox: due plugin (che l’azienda chiama “drop-in” e che sono denominati rispettivamente Chooser e Saver) ed un API tutta nuova. Con questi drop-in si vuole dare la possibilità ai siti di salvare su Dropbox tramite Saver oppure di implementare Chooser per condividere dalla sua nube i contenuti (immagini, file, pdf e così via). Yahoo Mail sta già usando questa tecnologia, che ora diventerà di accesso comune.

La nuova API invece si chiamerà Datastores, e sarà un tool che consentirà agli sviluppatori di salvare i metadati di un’app direttamente su Dropbox. Questa sorta di infrastruttura gira nascosta, e entra in gioco quando ci connettiamo. Consente alle nostre app di dialogare con la nube del servizio e di fare un sync continuo in background. Ogni volta che accendiamo una nuova device, insomma, ci sarà la partita di un videogame che abbiamo messo in pausa sull’altra, o la mail aperta sul tablet sarà aperta anche sullo smartphone.

Ci sono app che fanno già cose come queste, ma Dropbox fornirà un metodo facile, condiviso, uguale per tutti. E che consentirà la “bestemmia” più grande: se cambiamo da uno smartphone Android ad un iPhone o un Windows Phone tutti i nostri dati, le nostre app e le nostre attività saranno potenzialmente lì pronte ad aspettarci.

Via | Wired

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