L'Unione Europea vota a favore del blocco della condivisione dei dati con gli USA

L'Unione Europea si è espressa violentemente contro la sorveglianza delle telecomunicazioni attuata dagli americani, arrivando anche a dare vasto supporto al blocco della condivisione dei dati personali con gli "alleati" d'oltreoceano.

Sebbene la situazione del cosiddetto “Datagate” si riveli ogni giorno più complessa, l’Unione Europea per una volta si sente perfettamente unita nel suo scopo di indagare sull’effettivo impatto della sorveglianza a tappeto dei dati ad opera del controspionaggio americano.

Accordi bi-partisan e trasversali



È piuttosto normale resistere uniti contro una minaccia esterna, ed infatti gli europarlamentari hanno votato in 483 a favore di una risoluzione per iniziare le indagini sulle operazioni degli americani e per richiedere agli USA di sospendere e riesaminare ogni tipo di legge che violi i diritti fondamentali dei cittadini europei e la sovranità degli stati dell’Unione.

Cosa ancora più importante, la risoluzione esprime il favore dell’Europarlamento per il blocco e la sospensione degli accordi di condivisione dei dati tra i due lati dell’Atlantico, se la Commissione Europea dovesse trovare le motivazioni per agire contro gli alleati statunitensi.

Sospendere anche i voli, se servisse



Vediamo ora quali sono gli effetti del voto. Il primo è quello di aver investito un Comitato per i diritti civili, giustizia e affari interni con la missione di creare un’inchiesta allo scopo di esaminare l’impatto su noi europei della sorveglianza dell’NSA. Avremo le risposte alla fine dell’anno.

In secondo luogo: cosa può fare la Commissione Europea? Quali sono i poteri che le sono stati conferiti dal parlamento?

I mezzi considerati per fare pressione sugli Stati Uniti sono numerosi, per quanto non risolutivi. Si pensa a sospendere il PNR (Passenger Name Record, registro dei passeggeri aerei) ed anche il TFTP (Terrorist finance tracking program). Se si arrivasse a questo, potrebbe anche significare un blocco dei voli tra i due lati dell’Atlantico, perché per gli Stati Uniti è considerato requisito vitale il trasferimento delle informazioni sui passeggeri.

Vittima della tensione potrebbero essere gli accordi SWIFT, i codici univoci che troviamo anche sui nostri conti bancari, che consentono all’intelligence americana di isolare le transazioni ed i finanziamenti dei terroristi. Sta alla Commissione decidere se usare questi mezzi di pressione oppure no.

Accordi commerciali salvi



Il Parlamento Europeo, invece, ha deciso di continuare le trattative per gli accordi commerciali con gli Stati Uniti. Gli introiti di triliardi di dollari sono una motivazione sufficiente per ignorare qualche spiata, parrebbe.

È anche stata posta la questione di Snowden. Non ci sarà nessun aiuto o asilo ufficiale a livello di Unione Europea per la talpa dell’NSA - una risoluzione che farà discutere.

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