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Internet e il problema della privacy

Pubblicato: 29 gen 2009 da PG

Commenti dei lettori

Internet e il problema della privacy Ogni volta che ci iscriviamo ad un nuovo servizio sul Web mettiamo in gioco la nostra privacy: è un problema che può solo peggiorare nel tempo. La diffusione di siti come i blog, YouTube, Flickr, Twitter e FriendFeed mette sempre più a rischio i nostri dati personali, a causa della diffusione sempre maggiore delle truffe informatiche.

Durante la “Giornata dei dati personali“, che si è svolta proprio ieri, sono state molte le iniziative organizzate per educare il pubblico e l’utenza di Internet. Peter Cullen, Microsoft’s chief privacy strategist, ha dichiarato che spesso è proprio la noncuranza delle persone a sollevare i problemi riguardanti la sicurezza dei dati personali.

Tutti noi dovremmo essere più consapevoli di quello che inseriamo sui form di registrazione e sui vari social network. Microsoft ha recentemente compiuto degli studi per scoprire l’atteggiamento dei consumatori nei confronti della privacy, rivelando cose interessanti.

Per molti utenti esiste una forma di senso di rassegnazione di fronte ai siti e al bisogno di iscriversi ad un certo servizio, consapevoli che, in un modo o nell’altro, non è possibile sfuggire.

Un’abitudine molto diffusa è quella di utilizzare software antivirus e simili per cancellare tracce di navigazione e cookie, ma non tutti sono sicuri che questi siano gli strumenti giusti per proteggere i propri dati. In ogni caso vale il concetto della responsabilità condivisa: ovvero ogni utente è responsabile delle proprie azioni, e non solo il sito al quale ci si iscrive.

Alla fine, quindi, i consigli sono sempre gli stessi: usare password lunghe e complesse (combinazione di lettere e numeri), non condividere dati personali come i numeri di carta di credito e fare attenzione quando si condividono informazioni come nome, indirizzo, età e sesso. Utilizzare software di crittografia e leggere sempre le informazioni dei siti.

Rimane comunque il problema della responsabilità delle aziende che memorizzano e manipolano i dati per necessità commerciali.

Via | Techcrunch.com

Foto | Flickr

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • moadib978

    29 gen 2009 - 12:58 - #1
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    Per i “vecchi” utenti come me è davvero difficile dover accettare l’invio dei dati personali.
    Tutto ciò che ho fatto in rete è sempre stato supportato da credenziali fittizie…

  • Profilo di oceanoweb

    oceanoweb

    29 gen 2009 - 13:03 - #2
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    Se ti iscrivi a servizi come facebook o myspace : ci metti la faccia ed il nome, poi sta all’ utente stesso a non dare troppe informazioni !
    Specialmente del suo indirizzo !

  • ::: Off Topic News :::

    29 gen 2009 - 14:03 - #3
    1 punto
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    .
    ma quale privacy? è da tempo che non esiste più! SE è mai esistita!
    .

  • Profilo di rikimaru.ninja

    rikimaru.ninja

    29 gen 2009 - 15:37 - #4
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    Ahimè con Facebook e altri siti di social newtowrk la privacy è gettata nel dimenticatoio!

  • Profilo di koan

    koan

    29 gen 2009 - 16:31 - #5
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    E invece la mia esperienza negli anni mi ha dimostrato che siti come MySpace e Facebook hanno molto più a cuore la privacy rispetto ad altri perché un’azione di hacking dei loro siti comporterebbe danni incalcolabili… Piuttosto sono altri i servizi che mi hanno lasciato spesso deluso: per esempio mi sono registrato su reteimprese.it per fare un po’ di promozione ad una mia neonata attività ed avevo usato una mail nuova di zecca per la registrazione… Ebbene fin dal giorno successivo sono stato inondato di spam su quella casella di posta! E così con Aruba (che però dopo la segnalazione si è attivata per sistemare le cose) e con tantissimi altri servizi “utili”. E purtroppo devo anche notare che nella maggior parte dei casi sui siti italiani questo avviene regolarmente.
    Poi è chiaro: ognuno deve essere molto responsabile ed evitare per quanto possibile la diffusione di troppi dati personali e/o sensibili.

  • -1 punto
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    @koan
    .
    non vorrei dirti una cosa ovvia, ma, se usi un indirizzo email “nuovo” per registrare un dominio, gli spammers lo vanno a prendere nei dati del whois record del dominio stesso, anche se ci sono molti providers nel mondo (specie dove le leggi lo permettono) che si “vendono” gli indirizzi email ad agenzie specializzate in pubblicità spam (ma questo è come scoprire l’acqua calda… :)
    .

  • 0 punti
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    .
    riguardo ai social networks, se uno NON vuol far sapere i fatti propri

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    NON si registra al sito o (almeno) LIMITA al minimo le informazioni fornite al sito ed agli altri utenti
    .
    ma il fatto è, che, purtroppo, un pò per ingenuità, un pò per ignoranza, un pò per incoscienza ed un pò (troppo spesso) per ESIBIZIONISMO o per l’illusione di diventare (così) più “popolari” sul sito (e magari anche FAMOSI, dato che, in alcuni rari casi, ciò è successo!) molte persone (specie giovani, ma non solo) rivelano, postano, scrivono e pubblicano DI TUTTO sul proprio sito web o blog, sui forums, nei social networks, negli accounts e nelle chat!
    .

  • Profilo di koan

    koan

    30 gen 2009 - 10:54 - #9
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    #6… guarda, ho fatto più o meno lo stesso con servizi negli Stati Uniti e non mi è mai successo che fin dal giorno successivo mi arrivassero messaggi di spam. Per me qui da noi c’è proprio gente che ci campa vendendosi gli indirizzi delle persone che si registrano…