Internet e il problema della privacy

Internet e il problema della privacy Ogni volta che ci iscriviamo ad un nuovo servizio sul Web mettiamo in gioco la nostra privacy: è un problema che può solo peggiorare nel tempo. La diffusione di siti come i blog, YouTube, Flickr, Twitter e FriendFeed mette sempre più a rischio i nostri dati personali, a causa della diffusione sempre maggiore delle truffe informatiche.

Durante la "Giornata dei dati personali", che si è svolta proprio ieri, sono state molte le iniziative organizzate per educare il pubblico e l'utenza di Internet. Peter Cullen, Microsoft’s chief privacy strategist, ha dichiarato che spesso è proprio la noncuranza delle persone a sollevare i problemi riguardanti la sicurezza dei dati personali.

Tutti noi dovremmo essere più consapevoli di quello che inseriamo sui form di registrazione e sui vari social network. Microsoft ha recentemente compiuto degli studi per scoprire l'atteggiamento dei consumatori nei confronti della privacy, rivelando cose interessanti.

Per molti utenti esiste una forma di senso di rassegnazione di fronte ai siti e al bisogno di iscriversi ad un certo servizio, consapevoli che, in un modo o nell'altro, non è possibile sfuggire.

Un'abitudine molto diffusa è quella di utilizzare software antivirus e simili per cancellare tracce di navigazione e cookie, ma non tutti sono sicuri che questi siano gli strumenti giusti per proteggere i propri dati. In ogni caso vale il concetto della responsabilità condivisa: ovvero ogni utente è responsabile delle proprie azioni, e non solo il sito al quale ci si iscrive.

Alla fine, quindi, i consigli sono sempre gli stessi: usare password lunghe e complesse (combinazione di lettere e numeri), non condividere dati personali come i numeri di carta di credito e fare attenzione quando si condividono informazioni come nome, indirizzo, età e sesso. Utilizzare software di crittografia e leggere sempre le informazioni dei siti.

Rimane comunque il problema della responsabilità delle aziende che memorizzano e manipolano i dati per necessità commerciali.

Via | Techcrunch.com

Foto | Flickr

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