L'Italia combatterà il P2P con il modello francese

L'Italia segue il modello anti p2p franceseSono giornate calde per la lotta contro il p2p (illegalmente usato): l'Italia seguirà il modello francese di lotta allo scambio illegale di file tramite p2p, che prevede una forte cooperazione con i provider: l'utente (sottoscrittore di servizio di connessione) trovato a condividere materiale protetto da diritti d'autore viene inizialmente avvisato ed intimato a smettere, dopodichè si vedrà ridotta la banda a disposizione e in caso di recidiva, il contratto potrebbe essere unilateralmente risolto.

Resta da capire come sia tecnicamente possibile agire su una singola linea (specialmente nei piccoli e caratteristici paesi che tutto il mondo ci invidia) dato che non è mai l'ISP ad eseguire lavori sulle infrastrutture, ma ditte appaltatrici; e in quantoi, visto il tempo medio di intervento per guasti o problemi tecnici. Inoltre, a meno che non venga previsto per legge il pagamento dell'abbonamento (pensando a tariffe flat con sottoscrizioni di 12 o 24 mesi) nonostante il servizio non sia più erogato, i provider perderebbero molti utenti ed altrettanti soldi.

In ogni caso l'attuale governo, si spera dopo aver risolto ben altri e più impellenti problemi, vuole trovare una strada per risolvere anche quello relativo al p2p; non resta che augurarsi la coerenza con la sentenza numero 149 emessa dalla Corte di Cassazione il 9 gennaio 2007, che pone distinzione tra l'uso personale di un file e lo scopo di lucro tramite duplicazione e vendita.

Via | HollywoodReporter.com

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