Obama e il nuovo sito della Casa Bianca

Schermata del sito WhiteHouse.govGiornata davvero importante, ieri, per il futuro del mondo intero. Barack Obama, l'uomo del cambiamento, si è dato subito da fare confermando per l'ennesima volta il suo interesse verso i media e la tecnologia: non appena ufficializzata la carica di Presidente degli Stati Uniti d'America, il sito web della Casa Bianca è stato rinnovato. Si tratta del primo vero cambiamento del sito governativo dai tempi di Clinton, quando fu inaugurato.

Un delizioso rinnovo, che non riguarda soltanto un superficiale re-styling grafico ma che pone le fondamenta per un diverso approccio verso i nuovi media e verso i cittadini. Il Presidente Obama ha promesso di creare la più accessibile e trasparente amministrazione della storia americana: il nuovo sito sarà il fulcro di tutto ciò.

Oltre ad avere un layout molto chiaro e pulito, il sito presenta collegamenti con l'agenda di Obama e l'ufficio stampa, video in streaming, gallerie di foto e diverse altre novità. Tuttavia, la vera "rivoluzione" sta nella creazione di un vero e proprio blog.

Un blog con feed rss, sprovvisto di trackbacks e non commentabile, ma questo è comprensibile. Nel primo post, scritto dal Direttore dei Nuovi Media per la Casa bianca Macon Phillips, sono chiariti i concetti chiave su cui si sta lavorando: comunicazione, trasparenza e partecipazione. Philips ha poi dichiarato "Faremo del nostro meglio per fornire a tutti gli americani una finestra sugli affari del governo".

Lo stesso Direttore, nell'ottica di una più ampia partecipazione, ha invitato tutti i cittadini a contribuire con critiche o suggerimenti tramite il modulo dei contatti e ha sottolineato che non sarà l'unico autore del blog. Probabilmente lo stesso Presidente scriverà di tanto in tanto. Inoltre, parte delle nuove proposte di legge sarà pubblicata per cinque giorni sul sito, dando ai cittadini la possibilità di lasciare un feedback.

Se a quanto detto aggiungiamo la proposta di revisione per le leggi sul diritto d'autore, la spinta per le nuove tecnologie e la volontà di rinforzare la protezione della privacy nell'era digitale direi che siamo partiti con il piede giusto. Speriamo che questi buoni propositi vengano confermati nella lunga strada che il nuovo Presidente deve percorrere.

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