Il concetto di beta, oggi, va profondamente rivisto. Come noto, il termine sta ad indicare una fase dello sviluppo di un software o di un servizio su Internet in cui vengono sperimentate nuove funzioni, rinunciando alla stabilità e testando le caratteristiche.
Ci sono molti servizi, oggi, che continuano ad essere in fase beta, pur trattandosi di siti stabili. L’esempio più famoso è Gmail, lanciata da Google nel 2004 ed ancora in fase beta dopo quattro anni in cui è diventato il quarto servizio di email al mondo.
Così, mentre fino a poco tempo fa il concetto di beta rappresentava una fase di test e sperimentazione, oggi Google ha cambiato questo modo di lavorare, e per fase beta si intende un continuo miglioramento. Chris Anderson, redattore di Wired, sostiene questa nuova interpretazione, riconoscendo però che tutto è cambiato da quando è apparso il Web 2.0.
Al contrario, Jason Fried, CEO di 37 Signals, dichiara che molte aziende hanno sfruttato il termine “beta” come scusa per pubblicare servizi non completi o non stabili, soprattutto nel caso dei siti rilasciati in “beta pubblica”.
Ovviamente la fase beta di un prodotto è necessaria: ma cosa succede quando questa viene aperta al pubblico? Qui si scontrano due opinioni differenti. Secondo Anderson non c’è nulla di male ad aprire al pubblico le beta di un prodotto: le idee di tutti aiutano a migliorare.
Fried, tuttavia, non è d’accordo: se si sta invitando il pubblico ad usare un servizio non si tratta di una beta, ma di un rilascio definitivo. Chiamare “beta pubblica” qualcosa, significa non assumersi le responsabilità dei malfunzionamenti di quel servizio.
Voi da che parte state?
Via | Gigaom.com
dondraper
19 gen 2009 - 01:27 - #1beh … se il servizio/programma è gratuito anche se viene rilasciato in beta non vedo il problema … tutt’altro discorso se fosse un servizio a pagamento , li pretendi di avere qualità sin da subito …
alfarg
19 gen 2009 - 01:38 - #2l’unico problema è che con questa evoluzione tutti si sentono beta tester, esperti, e vanno magari ad installarsi sul loro pc con unica partizione e senza alcun backup programmi moolto più instabili lamentandosi poi dell’eventuale malfunzionamento.
vedi la beta di win7, sui forum molti chiedono cos è il file .iso che hanno scaricato e cosa fare per installarlo..
Mazzinga33
19 gen 2009 - 01:58 - #3io penso che un esempio eclatante sia
http://www.screentoaster.com
in beta a invito sinoa due o tre giorni fa
ora ha aperto in beta pubblica cambiando radicalmente e di colpo le cose essenziali del servizio , che andava perfettamente in beta privata e ne faceva certamente la miglior applicazione on line del suo settore,mentre ora e’ una sorta di disastro a orologeria…dipende da quando la usi e in ogni caso sempre con risultati piu’ che discutibili.
Se le affermazioni del team (oltre 17.000 tester in fase di Beta privata ) sono veritiere e’ un caso di procedura “al cotrario”.
Non penso in ogni caso che si possa parlare di alcun diritto dovere
ma semplicemente di inteligenza e calcolo
SEMPRE CHE IL TUTTO AVVENGA IN AMBITO RIGOROSAMENTE FREE ovviamnte…..
Le affermazioni Google sono paradossali
E ASSOLUTAMENTE DI COMODO
trattando DATI SENSIBILI o che si posono intendere come tali
nessuna realta’ web va sul web con l’intenzione di rimaneci identica o comunque senza evoluzioni,comunque le si interpretino
il web2 non ci entra proprio nulla
E’ LA NATURA STESSA DI ITNERNET
che a differenza della carta stampata
E’ MOBILE e pronta ad evolversi in qualsiasi sua rappresentazione!
MA NON SCHERZIAMO
il concetto di “beta” non ci entra assolutamente nulla salvo poterlo interpetare (il oncetto…) a secondo di come fa comodo nel caso i Google CERTAMENTE !
A parte che in ogni caso se uno legge attentamente cosa sottoscrive quando fa un account GMAIL o altra applicazione qalsiasi offerta da Google e poi usa quella posta o applicazione per cose importanti
E’ UN MATTO!
Perche’ questo blogger non dedica un articoletto piccino piccino per mettere la traduzione dettagliata delle condizioni poste generalmente da Google?
TRALASCINADO COMPARAZIONI CON AKTRI ECT.EC.
che servirebbero solo a mitigare la sorpresa
NON COMPARAZIONI ,CONSIDERAZIONI ECT.ECT.
la semplice ma chiara TRADUZIONE.
FAREBBE PIU’ NOTIZIA DI QUALSIASI NTIZIA SU CIO’ CHE RACCONTANO I CEO DI GOOGLE….tranq…..
e certamente darebbe da se una risposta a questo “articolo”..
Ortablog
19 gen 2009 - 04:32 - #4Trovo lecito il teorizzare dei giornalisti. Per gli utenti comuni sono tutte inutili paturnie. Se un prodotto gratuito va bene lo si usa (beta o non beta), se va male lo si abbandona.
ice
19 gen 2009 - 09:45 - #5la realtà è che ormai la qualità è un optional
Dopo aver per anni criticato il servisio asssitenza Telecom adesso ci troviamo ad avere a che fare con servizi assitenza puramente virtuali (a Tronchetti il merito di aver chiuso i centri sul territorio, dove risiedeva aprsonale qualificato che sapeva tutto sulla tua linea…)
I chipset/cpu vengono rilasciati sul mercato spesso buggati, salvo poi creare apposite patch per i compilatori in modo che le situazioni di errore non si presentino
addirittura lo sviluppo del kernel Linux ha perso il sistema a doppio ramo una volta 2.4.xx per lo stable e 2.5.xx per il test
gli uteneti Apple considerano invidialibile il loro servizio assitneza che prevede di spedire il prodotto guasto e rimanere senza computer per un mese…
Insomma, con l ascusa di abbassare i costi ci hanno fatto passare per normale un decadimento della qualità generale che solo 10 anni fa avremmo definito scandaloso
e adesso è normale
tutti fanno cosi
flux
19 gen 2009 - 09:58 - #6Fried predica bene e razzola male… in Getting Real è proprio lui che ammette di aver reso pubblico basecamp, mi pare, senza supporto per il pagamento in quanto non era necessario perchè gli utenti avrebbero pagato dopo un mese. Ora, potrebbe darsi che il resto dell’applicazione fosse un rilascio definitivo, ma il fatto di non avere supporto per il pagamento lascia pensare… è evidente che lo sviluppo incrementale che pure predica implica comunque un continuo divenire dell’applicazione e anche qualche funzionalità non stabile al meglio
Karas_
19 gen 2009 - 10:33 - #7eh?
ma l’autore dell’articolo si rende conto che dietro il ‘beta’ di gmail non c’è tutto quello ipotizzato da anderson?
.. ma semplicemente il fatto che G ha trovato più comodo lanciare il servizio come beta, per tenere basse le aspettative / richieste / pretese degli utenti un po’ più consapevoli (=opinion leader), l’ha mantenuto beta per potersi trincerare dietro una ipotetica provvisorietà determinata dall’essere ‘in beta’
Mazzinga33
19 gen 2009 - 11:54 - #8Se un prodotto gratuito va bene lo si usa (beta o non beta), se va male lo si abbandona.
———
cioe’ gli utenti comuni quali sono per te?
Quelli cosi intelligenti da usare un servizio di posta elettronica
cio’ qualcosa dove possono transitare anche cose di una certa importanza
free…e per giunta dichiaratamente in beta come GMAIL?
NO
non sono quelli comuni quelli
sono tutt’altra categoria.
Quelli comuni si chiedono come mai Google ci tenga a cambiare il concetto di Beta….
Quelli meno comuni leggono BENE le condizioni ottoscritte
quando il servizio e’ free
Beta o non Beta e anche quando e’ a pagamento.
Quelli smaliziati
NON USANO GMAIL
Lybra
19 gen 2009 - 14:00 - #9Purtroppo il concetto di beta è passato anche dal software all’hardware e oggi noi utenti spendiamo centinaia di €€€ per prodotti tecnologici nuovi ma spesso con grossi bug e non sto ad elencare gli ultimi casi ecclatanti.
Viviamo sempre alla rincorsa dell’ultima novità,dell’ultima figata,dell’ultimo accessorio e ci ritroviamo con firmware per cellulari e consolle buggati i quali bug vengono risolti ma se ne creano altri, tanto alla fine il testing si fa sulle nostre spalle vero?
W Debian e le revisioni delle CPU (o dell’hardware in generale) almeno spendi ma sei sicuro che non ti lasciano a piedi e pazienza se non ho tutto aggiornato all’ultimissima versione o non ho le ultime feature che sembrano indispensabili, almeno i miei strumenti informatici funzionano bene e sempre ;)
Magilla
19 gen 2009 - 16:30 - #10Per me è semplicemente, almeno per google “pararsi il deretano”: non è una beta a buon senso, ma se la dichiaro tale non mi posson chieder danni.
ajjajjajj
19 gen 2009 - 22:54 - #115 anni per essere esatti. Comunque quella di google è solo una scusa per pararsi da eventuali bugs e roba simile secondo me.
Ortablog
20 gen 2009 - 15:53 - #12Visto che secondo qualcuno chi è smaliziato ed intelligente non usa GMail io non sono nè smaliziato mè intelligente e continuo ad usare GMail con soddisfazione. Se poi c’è una scritta beta in alto o se un diabolico bot legge le mie segretissime mail vivo comunque sereno.