Un caso molto particolare ha investito Yelp, il popolare sito di recensioni di imprese, ristoranti e locali, con particolari conseguenze per la libertà di parola online: un chiropratico di San Francisco ha infatti citato il sito per una citazione negativa pubblicata su una delle pagine web.
Tutto inizia quando Christopher Norberg ha inviato la sua recensione del centro di Chiropratica di Steven Biegel. Nello scrivere la recensione Norberg ha criticato alcune prassi di fatturazione del centro. Di conseguenza il responsabile del centro, Biegel ha citato per diffamazione e invasione della privacy Christopher Norberg. Se il caso non verrà risolto a breve, il processo inizierà a marzo alla Corte Superiore di San Francisco.
Il caso ora si sposta sul web, e solleva dubbi e perplessità in merito alla possibilità delle persone di usare Internet per esprimere giudizi negativi su siti come Yelp (anche se Yelp non è personalmente responsabile dei contenuti delle pubblicazioni). Di fatto, la faccenda non è chiara, e ci sono numerosi botta e risposta tra le due parti.
Da un lato, infatti, le dichiarazioni del critico hanno provocato un calo della clientela del locale. Dall’altro vi è la possibilità di esprimere un giudizio su Internet, il che equivale ad esprimere la libertà di parola. La Electronic Frontier Foundation sta valutando se intervenire a difesa di Norberg. L’accusa è che il titolare del centro stia semplicemente cercando di attrarre su di sè pubblicità.
Via | Sfgate.com
Foto | Flickr.com
marcogiallo
11 gen 2009 - 12:00 - #1Come già scritto in altri casi, anche in questo internet è solo un mezzo.
Se Christopher Norberg avesse espresso la propria opinione tappezzando di manifesti i muri di San Francisco, avremmo parlato di censura o libertà di opinione? Quel mezzo richiede una gran quantità di denaro, il mezzo internet ne richiede meno, ma non c’è sostanziale differenza.
E l’articolo stesso non inquadra il problema: “Da un lato, infatti, le dichiarazioni del critico hanno provocato un calo della clientela del locale.” Non sono state le dichiarazioni del critico a provocare il calo, bensì le prassi di fatturazione.
Ma scusate, se al ristorante x si mangia male e si spende molto, io una sera ci ceno e poi racconto la (brutta) esperienza agli amici. Di conseguenza i miei amici (e forse anche gli amici degli amici) non andranno a mangiare in quel ristorante. SE il ristorante perde clienti, è colpa mia che ho espresso l’opinione, o del cuoco che cucina male?!
nettuddo
11 gen 2009 - 12:11 - #2Non c’è nessun problema. Come la libertà di parola è limitata dai contorni della diffamazione e della calunnia è una realtà giuridica regolata in tutti i paesi civili.
Che il mezzo sia internet è assolutamente irrilevante. A meno che non vogliamo far diventare internet porto franco dove si può dire tutto senza prendersi alcuna responsabilità (il che, se non l’avete capito, è proprio quello che scredita il mezzo.).
Mi diverte comunque come questi discorsi riescono a far saltare fuori i tanti che in realtà non hanno mai mandato giù le nostre regole di civiltà e non aspettavano altro che un po’ di anonimato per fare di testa propria.
Generazione Internet (Giorgio)
11 gen 2009 - 12:12 - #3Considerando il fatto che il sito non sia responsabile dei commenti inviati dagli utenti, penso sia una causa persa in partenza.
Se questo Biegel lo ha fatto per attirare attenzione, si sta facendo cattiva pubblicità: un caso di masochismo?
no_lore
11 gen 2009 - 14:20 - #4E’ un caso come altri capitati anche in italia, invece di migliorare il loro servizio per accontentare di più i clienti, si incazzano e fanno causa al cliente scontento. è diventato un paradosso, uno paga x un servizio, è anche scontento, gli fanno causa perchè si è lamentato.
MAZZINGA2
11 gen 2009 - 21:00 - #5si ma….
non e’ che il cliente in quanto tale ha sempre e comunque ragione e puo’ prmettersi di lamentarsi come, quando e nella misura che preferisce
quantomeno non lo e’ certamente nella misura in cui sinkazza come una biscia se chi gli da il servizio parla male di lui…..
e in molti casi e’ proprio il caso di farlo.
Esistono ANCHE clientidelkazzo che andrebbero smazzolati senza pieta’ e’…..
NON CONFONDIAMOCI
ps
che sia colpa del cuoco se non mi piace il piatto
E’ PURA E SEMPLICE OPINIONE
se quel ristorante non sta li da cinque minuti
PROBABILMENTE il cuoco e’ buono.
MAZZINGA2
11 gen 2009 - 21:00 - #6si ma….
non e’ che il cliente in quanto tale ha sempre e comunque ragione e puo’ prmettersi di lamentarsi come, quando e nella misura che preferisce
quantomeno non lo e’ certamente nella misura in cui sinkazza come una biscia se chi gli da il servizio parla male di lui…..
e in molti casi e’ proprio il caso di farlo.
Esistono ANCHE clientidelkazzo che andrebbero smazzolati senza pieta’ e’…..
NON CONFONDIAMOCI
ps
che sia colpa del cuoco se non mi piace il piatto
E’ PURA E SEMPLICE OPINIONE
se quel ristorante non sta li da cinque minuti
PROBABILMENTE il cuoco e’ buono.
marcogiallo
11 gen 2009 - 21:13 - #7“che sia colpa del cuoco se non mi piace il piatto
E’ PURA E SEMPLICE OPINIONE
se quel ristorante non sta li da cinque minuti
PROBABILMENTE il cuoco e’ buono.”
Esatto, è una questione di opinione, che quindi posso esprimere liberamente e nella forma che preferisco.
E naturalmente poi sarò responsabile di quanto detto.
MAZZINGA2
12 gen 2009 - 02:04 - #8Se io scrivo che tu hai risposto con un commento stupido
al limite c’e’ solo da stailire se lo stupido ep’ riferito a te in generale o al commento
se e nei confronti del commento
rimane una mia impressione assolutamente non perseguibile da nessuno
sia su internet che non su internet
E’ tempo perso stare a stabiire se la mia impressione invece e’ data per offendere la linea editoriale di questo blog o ne comporta un danno evidente.
Ben al di la di quello che posso pensare…..o ammettere.
Non serve alcuna nuova legislazione in tal senso e specialmente in u.s.a.
dove clamorosamente…un nuovo presidente sta istituzionalizzando e quindi regolando di fatto,
la rete.
oceanoweb
12 gen 2009 - 16:10 - #9concordo con con marcogiallo , ma è anche una questione non solo di leggi , di mezzi e di persone, ma anche di una certa nostra cultura un pò terra-terra nel guardare al proprio orto !
tnpo1976
01 feb 2009 - 19:50 - #10@marcogiallo
Se tu su un blog o forum scrivi che nella pizzeria da Pino hai mangiato male, tu puoi essere querelato per diffamazione aggravata (poiché via internet): la pena va dai 6 mesi ai 3 anni di galera. Vieni iscritto nel registro degli indagati, che poi il PM decida di archiviare (o il giudice decida di assolvere al processo), questo è un altro paio di maniche… Nel frattempo passi dei mesi o anni per nulla piacevoli. Fidati.
Troppo comodo dire: “io questo lo posso scrivere! tanto non mi succede nulla!”, evidentemente non hai mai avuto il privilegio di essere convocato dalla PolPost…
Vallo a spiegare alle dozzine di commentatori indagati per NON aver diffamato il giornalista Gigi M., oppure cerca “diffamazione” su Google Notizie, ogni giorno scoprirai dozzine di nuovi indagati presso le procure italiane
Oppure vienilo a spiegare direttamente a me, che sono stato accusato di aver diffamato qualcuno di cui ignoravo persino l’esistenza…