Nel tentativo di contrastare i contenuti sessualmente espliciti su Internet, il governo cinese ha intensificato la sua campagna contro la pornografia e ha chiesto un aiuto alle società, tra cui Google, per frenare la pornografia infantile.
Lunedì c’è stato l’annucio di individuazione di sette agenzie governative che hanno segnalato 19 siti che forniscono illegalmente accesso a “contenuti volgari”. Sulla lista dei 19 siti ci sono anche Google Image Search, Baidu.net e Sohu.net. I siti sono stati accusati di diffondere la pornografia infantile e minacciare la morale della gioventù.
Sembra che il governo cinese sia particolarmente interessato ad un sistema di regolamentazione della rete. Già dal 1996 gli utenti cinesi di Internet sono stati invitati a firmare un insieme di regole per rendere illegale la produzione e condivisione di pornografia infantile. Recentemente il ministero della pubblica sicurezza ha dichiarato che l’obiettivo successivo sarebbero stati i contenuti erotici.
Via | News.cnet.com
abel23
07 gen 2009 - 01:36 - #1Sono dei geni!! Uno dei paesi peggio messi senza diritti civili uccidono torturano censurano e poi escono con queste genialate!!! Mi viene da vomitare!
chuztaph
07 gen 2009 - 11:14 - #2Balle, Ulteriore tentativo di controllo della rete e dei possibili contestatori del regime comunista, che da decenni viola qualsiasi diritto.
Adam
07 gen 2009 - 13:13 - #3la lotta alla pedopornografia è solo una copertura per poter “regolamentare” il web.
Non è una politica così distante da ciò che frulla nella testa degli attuali politici italiani! Non è un mistero che anche in Italia si voglia tarpare le ali a internet! Prima con il ddl Prodi-Levi e ora con le norme che Berlusconi intende presentare al prossimo G8…
Posso solo augurarmi che gli altri capi di stato confondano quelle proposte per le consuete barzellette del premier!
FeroX
07 gen 2009 - 21:47 - #4Come già si sapeva ai comunisti non piace la f**a :)