Il prossimo mese è prevista, in Nuova Zelanda, l’attuazione della controversa legge del Copyright Amendment Act. Questa legge prevede la disconnessione da Internet di un utente quando gli viene ratificata l’accusa di violazione di diritto d’autore in seguito alla condivisione di file su Internet.
Come noto, diversi paesi stanno lavorando all’attuazione di leggi simili, nel resto del mondo, come per esempio la Francia. Ma nessuna di queste leggi appare così drastica come la proposta della Nuova Zelanda. Programmata per il 2009, la legge presume di accusare qualunque utente che condivide file su Internet.
Un dissenso generale si è sollevato nel paese, con diversi gruppi di persone che si stanno organizzando per protestare contro la legge. La “Creative Freedom Foundation” ha organizzato una protesta il 2 gennaio. Bronwyn Holloway-Smith si è dichiarato fermamente contrario a questa legge, che minaccia la disconnessione da Internet senza prove o un regolare processo. A richio di disconnessione non sono solamente gli utenti singoli, ma istituzioni cme scuole, imprese, ospedali e tante altre, che possono essere accusate di pirateria per colpa dell’intervento di un virus o di un hacker.
Via | Torrentfreak.com
ice
06 gen 2009 - 12:19 - #1considerato che disconnessione coatta sembra essere la scelta piu in voga per il prossimo futuro sarebbe opportuno che venisse meglio considerata alla luce di tutti i servizi/doveri cui presto il cittadono potrà accedere/adempiere solo attraverso internet o quasi
Cosa succede se mi staccano internet la settimana che devo presentare la denuncia dei redditi online
O che ho dei pagamenti in scadenza e le fattura le ricevo ormai solo via internet e non piu in forma cartacea?
Sarko lo sappiamo tutti non è figlio della politia Francese, ma delle lobby che molto hanno puntato su questo ousider di oridini esteuropee
Da noi Silvio ha chiari interessi personali/privati a combattere il p2p (BlockBuster, MediasetPremium, etc)
Ma cosa succederebbe quando leggi di questo tipo che demandano alle mayor l’attuazione della legge, vanno a cozzare con un sistema burocratico ed economico che si basa sempre piu su internet (pagamenti bollette, consultaizone di atti)
Di chi saà la colpa di un mancato pagamento se mi tolgono internet all’improvviso?
E se io finisco a causa di questo nell’elenco dei protestati e poi salta fuori che alla RIAA o chi per lei si erano sbagliati!?!?! (i casi di errori negli USA sono innumerevoli)
Le password wep sono relativamente facili da cracckere
se nel mio ufficio ho una wifi che viene craccketa dal vicino hacker e nel frattempo causa sospensione del servizio internet coatto io finisco nei protestati?
Mettete questo in relazione al fatto che ci sono forti spinte parlamentari per togliere l’obbligatorietà del processo penale…….chi finisse ingiustamente colpito da un talgio di internet coatto che gli causasse la pubblicazione sull’elenco dei protestati, che forza avrebbe di indire indagini e un processo che lo discolpi (vedi caso wifi, ma potrebbe anche essere un virus o altro)
Non si tratta semplicemente di togliere un bene superfluo ad un ragazzino che ne abusa……
Questo il legislatore deve averlo ben presente
E ahimè visti i forti interessi perosnali del leader dell’attuale maggioranza, non so quanto verranno presi in considerazione questi aspetti dirompenti
ice
06 gen 2009 - 12:24 - #2ancheperchè ricordo come spesso in materia di diriti digitali si è legiferato coi piedi!!!
Chi ricorda come ai tempi della leggere Urbani prima e del decreto salva cinema poi vennero infilate norme palesemente vessatorie nei confronti del consuamatore (addirittura si impadiva la copia di sicurezza privata se questa per essere fatta necessitava di hackerare sistemi anticopiatura)
Tali norme furono approvate mentre gli stessi promotori garantivano che gli “errori” presenti nella legge sarebbero stati presto corretti, ma visto che si trattava di leggi che interessavano anche stanziamenti aconomici per il cinema o l’editoria, andavano cmq approvate immediatamente
con queste premesse c’è poco da che aver fiducia…..
p.s. in entrmbi i casi delle promesse correzioni sulle leggi non si seppe piu nulla
ice
06 gen 2009 - 12:37 - #3le ripercussioni a caduta sono terrficianti
Poniuamo il caso che abbiate un processo in corso contro qualcuno che ha abusato di Vostri diritti, o ha mancato fede ad un contratto….
e poniamo il caso che al Vostro avvocato che deve fare ricerche su internet per consultare leggi o chiedere letture catastali o camerali trmiate internet…stacchino la connessione…….
e alla fine in mancanza di internet il Vostro avvocato non sarà in grado di dimostrare la vostra ragione davanti al tribunale….
avete una minima idea delle ripercussioni di questo!?!!?!
e di come sarà di fatto impossibile ai piu di risolvere pasticci del genere!?!?!?!?!
Se perdete una causa da 100.000E per una questione del genere (si fa presto con cause immobiliari) vooglio vedere poi come fare a rifarvi contro il vostro stesso avvocato e contro le mayor che gli hanno tagliato la connessione internet 2 settimane prima dell’udienza!!!!!!
ice
06 gen 2009 - 12:38 - #4e questo perchè il nostro beneamato Silvio non perda nemmeno in centesimo dai noleggi di film o dalla paytv…….
Gioro
06 gen 2009 - 12:45 - #5io lo ammetto sono di destra……..ma secondo me dovrebbero mettere un limite di età per chi fa leggi….perchè un vecchio (sono tutti così al senato) non può farmi la legge su una cosa che riguarda i giovani di cui lui non sa niente….
ice
06 gen 2009 - 14:05 - #6@ #5
qui non si stratta di uno scontro tra giovani internauti e vecchi matusa…le ripercussioni investono l’intera sociatà civile
leggiti il mio #3 giusto per farti un idea dei possibili scenari
NoWhereMan
06 gen 2009 - 20:28 - #7l’uso di quello slogan (not in my name) in questo contesto devo dire è abbastanza imbarazzante…