Riprendiamo la guida proposta da Tamar Weinberg (qui il primo episodio) e parliamo stavolta di Facebook.
Nella sua disamina, Tamar propone alcuni punti fondamentali da osservare attentamente. Sono circostanze il cui presentarsi inficia, secondo la blogger, il proficuo impiego del social networking su Facebook.
Ecco cosa evitare accuratamente:
Ora c’è da osservare l’immagine sulla sinistra. Essa rappresenta - spiega ancora Tamar - il numero di richieste in attesa che ha su Facebook. Se qualcuno sa di essere in attesa di accettazione dell’amicizia, pensi se per caso non ha “violato” qualcuno dei suggerimenti dati poco sopra.
C’è infine da ricordare una cosa importante. Certamente non sarà il caso di tutti, dunque la vostra opinione può variare, ma occorre comunque ricordare che alcuni - specie in campo lavorativo - non intendono minimamente entrare “in rete” con voi in uno spazio personale come quello di Facebook senza sapere chi siete, anche se vi siete fatti precedere da una buona presentazione.
Se intendete stabilire un rapporto professionale, è molto meglio usare LinkedIn. Altrimenti, cercate di costruire un buon rapporto (sempre professionale, s’intende) con qualcuno prima di farlo su Facebook. Alcuni preferiscono un incontro de visu prima di accettare richieste che entrano nella sfera privata. Dopo tutto, bisogna ricordare che Facebook era uno strumento usato dagli studenti prima di essere aperto al pubblico. E alcuni lo usano con ottica strettamente privata e non professionale. Per questo LinkedIn si presta molto di più per quel tipo di relazioni.
Un’ultima considerazione d’etichetta: è meglio lasciare quelle richieste per sempre in stato “pending” o rigettarle senza scrupoli? In molti casi, ad avviso della Weinberg, è meglio lasciarle in “pending”. In futuro potrebbe ribaltarsi la situazione e si potrebbe voler rispondere affermativamente.
Queste, dunque, le osservazioni di Tamar Weinberg, il cui esame dovrebbe permettere un impiego più consapevole e meno istintivo di uno strumento, senz’altro, dalle grandissime potenzialità.
Nel prossimo post esporremo il pensiero della blogger su Twitter, tra i più popolari strumenti di microblogging.
bth
20 dic 2008 - 13:17 - #1odiofacebook.net
mazzinga
20 dic 2008 - 14:08 - #2non si sa se ridere o piangere ma viene meglio se si ride
hihi
__miky__
20 dic 2008 - 15:48 - #3FB sotto una marea di superficialità e di inutilità in realtà e’ uno strumento rivoluzionario e senza dubbio fondamentale per una crescita tecnologica dello stile di vita. La possibilità di poter contattare una persona senza conoscerne l’indirizzo, il numero di telefono o l’email e’ un vantaggio non da poco. I telefonini, le mail, gli appuntamenti, ne guadagneranno utilizzando FB come rubrica. E l’utilità puo’ essere estesa anche ulteriormente. Le potenzialità ci sono, speriamo solo che non finisca tutto in un mare di spam e porno.
Rafa
20 dic 2008 - 23:13 - #4Mi sembrava strano che non fosse ancora saltata fuori la “tuttologa” di facebook. Non ha detto l’unica cosa importante, se entrare in un network tutti gli appartenenti al network possono vedervi come fossero vostri amici. Quindi se entrate nel network italia magari fate un salto alle impostazioni sulla privacy e modificatele. Ma si sa, i tuttologi mica possono sapere cose tanto tecniche, molto meglio blaterare su consigli di buon senso cui arriveremmo anche da soli…
N1ghtm4r
23 dic 2008 - 08:47 - #5oddio non che dica niente che non si possa praticare con un pò di buon senso
axlwar
27 dic 2008 - 14:10 - #6Io commenterei piuttosto questo articolo…ma con cosa l’avete tradotto? in alcuni punti è illegibile.