La guerra giudiziaria tra la RIAA e gli utenti coinvolti in casi di accusa di infrazione del diritto d’autore si è spostata, negli ultimi tempi, sul Web 2.0. Grazie ai potenti mezzi messi a disposizione dai social network, in primis Facebook, il professore di Harvard, Charles Nesson, ha aperto una pagina per supportare Joel Tenenbaum contro la RIAA.
Tenenbaum avrebbe condiviso sette canzoni sulla rete Kazaa nel 2004, quando era ancora un adolescente. Oggi si trova nella stessa condizione di circa 30.000 persone che potrebbero essere condannate a pagare multe fino a 150.000 dollari per ogni file condiviso. E, nel caso di Tenenbaum, la somma finale potrebbe ammontare a più di un milione, se verrà trovata prova del suo reato.
Molte persone sono state accusate in passato di pirateria da parte della RIAA e, pur di non affrontare un processo, spesso preferiscono patteggiare per una somma compresa tra i 3000 e i 5000 dollari. Ma nel caso di Tenenbaym, che ha deciso di andare avanti, c’è il problema di trovare un avvocato capace e con esperienza nelle questioni di diritto d’autore e pirateria.
Tramite un gruppo su Facebook le persone possono tenersi informate sulle ultime notizie dal mondo giuridico e per condividere le opinioni. La decisione del professor Nesson non è la prima in questa direzione, ed è un chiaro segnale di come gli utenti stiano imparando ad usare la Rete e le sue risorse per organizzarsi e coalizzarsi.
Un altro procuratore, Ray Beckerman, si è servito a lungo di blog e social network per raccogliere informazioni utili relative alle cause legali contro la RIAA. La RIAA non ha ancora detto nulla riguardo ai nuovi gruppi su Facebook, ma non sarà contenta di vedere sempre più avvocati che pubblicamente si schierano dalla parte degli utenti.
Via | Mediapost.com
kayowas
07 dic 2008 - 09:27 - #1Bisognerebbe rivoluzionare il copyright, oppure utilizzare il copyleft.
rayman
07 dic 2008 - 10:28 - #2tanto vale che mettono una taglia: se denunci un amico che scarica mp3 e fornisci le prove ti diamo il 10% della multa. Sarebbe la fine delle amicizie!
Anzi, si scaricherebbe tutti ma senza dirlo al proprio vicino!
Paranoico ’stamattina!
maurr
07 dic 2008 - 12:34 - #3Rayman,non dargli ste idee,che sono anche CAPACI di adottarle..
imho,la soluzione sarebbe un bel abbonamento con un tot di cose da scaricare,video audio,contenuti diversi,a un prezzo incredibilmente piu’ basso di adesso ( che si paga un tanto a brano) .SE non ci fosse piu’ tutto quel carrozzone di personaggi,ma uno snello sistema di controllo indipendente,gli ARTISTI si farebbero in 8 per entrare nelle liste di vendita..e gli utenti a scaricarle.
Utilizzare tribunali etc etc…non ha alcun senso ora.
O chiudono internet stile Cina popolare,
o cambiano le regole …
Paranoia per paranoia,VUOI vedere che faranno la PRIMA scelta…?
ugo manetta
07 dic 2008 - 19:35 - #4…he potrebbero essere condannate a pagare multe fino a 150.000 dollari per ogni file condiviso…
Non capisco su quale principio giuridico si basi la richiesta di un risarcimento così elevato. In quanti l’avranno mai scaricato quel file?
ice
08 dic 2008 - 18:20 - #5sinceramente trovo che il costo delle cosidette opere d’ingegno” sopratutto in campo artistico sia totalemtne fuori dalle leggi del meracto
insomma le Multinazionali della musica IMPONGONO i loro prezzi, impongono la loro musica …senza che dall’altra aprte i consumatori abbiano alcun potere contrattuale se non ricorrere alla pirateria
Decido forse io che musica verrà trasmessa per radio?
sappiamo tutti che le hit sono spinte a passaggi ripetuti su tutte le radio finchè tutti non le ascolitno.. (e chi ascolta di piu la radio..le odii letterlamente)
quindi IMHO inun mercato che di libero e concorrente non ha nulla……la pirateria è del tutto legittimata
questo secondo una mio libero pensiero che travlaica le leggi nazionali o internazionali, che su qwueste materie o sono nettamente indietro nel legiferare o legiferano sotto la spinta delle lobby