Un articolo apparso su Cnet dichiara che la seconda beta di Firexox 3.1 è attesa a breve, intorno alla prima settimana di dicembre, quindi entro pochi giorni. La nuova release non sarà l’ultima ma è in programma una terza beta in un periodo successivo non ancora specificato. La nuova beta includerà, tra le novità, l’introduzione dei Web Workers, caratteristica dell’HTML5 che permette a parti di codice di girare in background mentre altre parti lavorano in foreground. Ciò agevola la creazione di blocchi separati di codice che si occupano di compiti diversi e colloquiano tra di loro con messaggi.
In una demo è stato presentato un simulatore del processore 8080 dove una parte di codice in background si occupava dell’emulazione, e la parte restante si occupava dell’interfaccia utente per l’immissione dei comandi. In questo modo si ha inoltre un beneficio per i sistemi multi-core.
Via | Cnet.com
vad
06 dic 2008 - 14:17 - #1Ormai i browser stanno diventando dei sistemi operativi. I Web Workers sono poi la gestione di processi o di thread, dipende dal punto di vista.
Abbiamo poi il tag canvas (già da un po’), i tag video e audio di HTML5 (introdotti anch’essi in FF 3.1), lo storage locale (tipo Google Gears) anch’esso in HTML5.
Con la compilazione JIT è poi possibile usare javascript per manipolare immagini via browser, cosa impensabile fino a 6 mesi fa.
Non staranno i browser diventando troppo complessi?
Parad0x
06 dic 2008 - 15:40 - #2su ROS è migliorato il supporto a firefox 3…a proposito,perchè mi chiudono i post su ROS?ho provato in mille modi a mandare le segnalazioni sul rilascio ma guarda caso mi viene contato come spam…modificate il filtro antispam
User 01
08 dic 2008 - 23:20 - #3e intanto è comparso un trojan che prende di mira proprio FF, cammuffandosi da estensione. Si tratta infatti di Greasemonkey che si esegue ad ogni riavvio del browser di Mozilla.
Trojan.PWS.ChromeInject.A
Che fa questo trojan? Come il virus che sta colpendo in questi giorni gli utenti di Facebook, l’obiettivo è di carpire i dati sensibili inseriti dall’ignaro utente durante la navigazione: numeri di carte di credito, ad esempio, che finiscono in database russi.
Vittime illustri conta questo trojan: Poste Italiane, Fineco, Banca Mediolanum, Cassa di Risparmio di Parma, Banca Intesa, PayPal, eGold, etc.