Alcune settimane fa una indiscrezione viaggiava per la rete, in occasione del Web 2.0 summit, ovvero una possibile acquisizione di Twitter da parte di Facebook. Se all’inizio la voce apparve come una probabile bufala, oggi non è più così, perchè sembra che i colloqui tra le due società siano andati molto avanti.
Facebook, infatti, sarebbe pronta a sborsare 500 milioni di dollari per l’acquisizione di Twitter. Una decisione che viene incontro alla struttura del social network più grande del mondo, che offre una funzione “clone” di Twitter, ovvero l’aggiornamento dello stato.
Una fusione che unirebbe la rete sociale più conosciuta con il sito di microblogging più diffuso al mondo ed in continua crescita, anche tra le celebrità. Zuckerberg si è detto particolarmente interessato a Twitter ed alla sua semplicità, ovvero il sistema che permette di scrivere messaggi lunghi quanto un SMS attraverso una interfaccia semplice o addirittura dal cellulare.
Via | Blogs.reuters.com
noGoogle
25 nov 2008 - 01:29 - #1autentica, pura, inverosimile FOLLIA !!!!!!!!! qualcosa di paragonabile solo ai 47 miliardi di dollari offerti da Microsoft a Yahoo!!! praticamente, Microsoft voleva spendere una somma pari al PIL di moltissime NAZIONI della terra per acquistare poco più di un motore di ricerca!!! Twitter non vale neanche il 10% di quella cifra (a voler essere molto ma molto generosi) è in gran parte un fenomeno di moda, può essere facilmente eguagliato e superato da Facebook (che ha già ciò che conta per aver successo, ovvero un elevato numero di utenti) e non è in grado di rendere un centesimo! forse, l’unica logica (contorta) in una acquisizione del genere è quella di far salire il “valore” (del tutto fittizio) di Facebook facendo credere a mercati ed investitori che “se abbiamo acquistato un serviziuncolo come Twitter per 500 milioni di dollari, vuol dire che siamo forti e quindi Facebook vale almeno quattro, cinque, sei volte questa cifra” (il che non è per niente vero) ma resta sempre una follia!!! sembra quasi di essere tornati all’epoca della bolla speculativa di internet quando le .com più banali venivano valutate in borsa quanto la General Motors sebbene non producessero un centesimo di utili né avessero alcuna speranza di produrli in futuro… ma almeno, per ciò che fu fatto allora, c’era la giustificazione della mancanza di una esperienza precedente di un fenomeno simile, mentre, adesso, l’esperienza c’è
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noGoogle
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YuSuKe
25 nov 2008 - 03:11 - #2In effetti si spende un po’ troppo per certe cose.
abel23
25 nov 2008 - 03:37 - #3Io spero che non avvenga mai!! i soldi dovrebbero spenderli per qualcosa di utile!!!!