Logo Blogo

Gli artisti credono nel file sharing

Pubblicato: 14 ott 2008 da PG

Gli artisti credono nel file sharingNon è un segreto che Internet abbia modificato, e ancora oggi sta modificando, il mercato della musica. Il file sharing, introdotto alla fine degli anni ‘90, è diventato l’emblema di questa rivoluzione. Come stanno cambiando oggi gli atteggiamenti dei musicisti nei confronti dei nuovi mercati?

Oggi gli artisti guadagnano di più dai concerti dal vivo e dal merchandising degli oggetti che non dagli album. La chiave del successo sono in fan, per cui quale modo migliore per invogliare i fan a seguire un artista se non liberalizzare il mercato musicale?

Oggi sempre più artisti si avvicinano al filesharing con l’interesse di chi trova un mezzo per diffondere la propria arte sfruttandone tutte le possibilità. Sempre di più sono gli album pubblicati online gratuitamente, utilizzando servizi come Jamendo, o semplicemente attraverso siti come ThePirateBay o Mininova.

Un esempio di come la rete possa essere sfruttata per aumentare la propria visibilità l’hanno dato recentemente i Radiohead, che hanno pubblicato il proprio album online.

In pratica, gli artisti hanno compreso ciò che la RIAA non ha ancora accettato, ovvero che il file sharing può essere un mezzo per diffondere più velocemente e meglio la musica. Ciò che gli utenti scaricano è un semplice Mp3, ma ciò che apprezzano è la performance dell’artista preferito, possibilmente in un concerto.

Le etichette discografiche si lamentano della diminuzione dei guadagni. Ma è il mercato che è cambiato. I cambiamenti spaventano queste grandi etichette, soprattutto quando non possono essere controllati, di fatto trasformando lo scontro in una lotta tra gli artisti e le etichette. Ciò significa che è innegabile che le etichette siano in crisi, ma non la musica.

Via | Torrentfreak.com

Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (2 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
3 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di oceanoweb

    oceanoweb

    13 ott 2008 - 23:37 - #1
    0 punti
    Up Down

    Mhmmm, io aspetterei di vedere le prossime mosse delle Grandi Etichette attraverso Riaa et similia !

  • verogabri

    14 ott 2008 - 09:02 - #2
    0 punti
    Up Down

    Evidentemente la RIAA non guadagnano niente dal merchandising e i discografici hanno poco controllo su tutto quello che non è distribuzione dei CD, perfino con Itunes hanno vita dura.

    Da noi la SIAE è stata un po’ più furba facendosi mettere un balzello su CD e DVD vergini, schede di memoria, HardDisk, lettori mp3 e tutto quanto possa contenere musica o film digitali.

  • Profilo di CronoX

    CronoX

    15 ott 2008 - 01:10 - #3
    0 punti
    Up Down

    la siae è inutile!

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento