Non è un segreto che Internet abbia modificato, e ancora oggi sta modificando, il mercato della musica. Il file sharing, introdotto alla fine degli anni ‘90, è diventato l’emblema di questa rivoluzione. Come stanno cambiando oggi gli atteggiamenti dei musicisti nei confronti dei nuovi mercati?
Oggi gli artisti guadagnano di più dai concerti dal vivo e dal merchandising degli oggetti che non dagli album. La chiave del successo sono in fan, per cui quale modo migliore per invogliare i fan a seguire un artista se non liberalizzare il mercato musicale?
Oggi sempre più artisti si avvicinano al filesharing con l’interesse di chi trova un mezzo per diffondere la propria arte sfruttandone tutte le possibilità. Sempre di più sono gli album pubblicati online gratuitamente, utilizzando servizi come Jamendo, o semplicemente attraverso siti come ThePirateBay o Mininova.
Un esempio di come la rete possa essere sfruttata per aumentare la propria visibilità l’hanno dato recentemente i Radiohead, che hanno pubblicato il proprio album online.
In pratica, gli artisti hanno compreso ciò che la RIAA non ha ancora accettato, ovvero che il file sharing può essere un mezzo per diffondere più velocemente e meglio la musica. Ciò che gli utenti scaricano è un semplice Mp3, ma ciò che apprezzano è la performance dell’artista preferito, possibilmente in un concerto.
Le etichette discografiche si lamentano della diminuzione dei guadagni. Ma è il mercato che è cambiato. I cambiamenti spaventano queste grandi etichette, soprattutto quando non possono essere controllati, di fatto trasformando lo scontro in una lotta tra gli artisti e le etichette. Ciò significa che è innegabile che le etichette siano in crisi, ma non la musica.
Via | Torrentfreak.com
Foto | Flickr
oceanoweb
13 ott 2008 - 23:37 - #1Mhmmm, io aspetterei di vedere le prossime mosse delle Grandi Etichette attraverso Riaa et similia !
verogabri
14 ott 2008 - 09:02 - #2Evidentemente la RIAA non guadagnano niente dal merchandising e i discografici hanno poco controllo su tutto quello che non è distribuzione dei CD, perfino con Itunes hanno vita dura.
Da noi la SIAE è stata un po’ più furba facendosi mettere un balzello su CD e DVD vergini, schede di memoria, HardDisk, lettori mp3 e tutto quanto possa contenere musica o film digitali.
CronoX
15 ott 2008 - 01:10 - #3la siae è inutile!