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L'Università di Santa Cruz contro la RIAA

Pubblicato: 10 ott 2008 da PG

L'Università di Santa Cruz contro la RIAANella sua lotta contro il file sharing nelle Università, la RIAA (Recording Industry Association of America) ha accusato diverse volte le scuole americane. Molte di essere hanno deciso di capitolare, accettando le richieste imposte dalla RIAA e vietando l’uso del P2P all’interno delle proprie reti.

Ma l’Università Santa Cruz della California ha deciso di portare avanti la sua lotta contro la RIAA. E sembra non essere la sola, visto che anche la Università del Wisconsin ha rifiutato le richieste della più grande associazione anti-pirateria nel mondo.

La UCSC ha sostenuto che, ai sensi della legge, e della privacy, non è possibile richiedere i dati personali degli studenti, anche in caso di violazione del copyright, come avviene durante lo scaricamento di un file tramite P2P. Sembra che ultimamente la RIAA stia accusando numerosi colpi a vuoto, nella sua battaglia contro il file sharing. Molti giudici, infatti, considerano sbagliate, o esagerate, le richieste della RIAA. Un segno dei tempi che cambiano?

Via | Torrentfreak.com

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Bluer_night/Mr_Rud

    10 ott 2008 - 07:32 - #1
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    grandissimi, veramente grandi, magari cose così si facessero pure in Italia…..

  • Selecy

    10 ott 2008 - 08:57 - #2
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    beh in italia puoi fare un po’ quello che ti pare veramente…

  • Profilo di swedish_chef

    swedish_chef

    10 ott 2008 - 23:34 - #3
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    La california fondamentalmente dovrebbe essere il centro dell’universo.

    Non sarebbe bello (ma in realtà il termine esatto è giusto) se anche da noi le associazioni di categoria dei coinvolte, o semplicemente le grandi catene che hanno un deterrente concreto sugli introiti di SIAE e SCF e mafia bella, alzassero la testa? non so magari cominciando da quell’insulto alla costituzione che è l’iva sui supporti vergini e sulle memorie di massa. Probabilmente l’abuso illegale più grande della storia dei supporti fisici…da quando gutemberg ha inventato l’alfabeto mobile. No, non è una battuta.

    E ovviamente dove succede? solo in italia.

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