Se state leggendo questo articolo, mentre il vostro capo vi sta martellando durante una riunione con dei fogli di calcolo Excel, probabilmente fate parte di quel gruppo di persone che spendono il 25% del loro tempo sul lavoro per occupazioni personali su Internet. E il vostro capo neanche lo sa.
Secondo una recente ricerca sono molti i lavoratori che sfruttano l’orario di lavoro navigando su eBay, sui siti di appuntamenti online, sui social network, chat e così via. E lo fanno per più di un quarto del tempo che trascorrono sul posto di lavoro. In alcuni casi i lavoratori sfruttano le risorse di rete della società per cui lavorano per scaricare film o musica sul P2P.
E questo non significa solo consumare la banda delle imprese, ma anche mettere le reti a rischio di attacchi spyware o simili. E non solo: dato che molte società compiono attività di spionaggio sulle reti P2P, le aziende potrebbero trovarsi coinvolte in implicazioni giuridiche. Questo è quanto dichiarato da Paolo Hortop, consulente della VOCO.
Ovviamente non tutte le attività personali su Internet sono negative. Il signor Hortop si chiede: “E’ più vantaggioso bloccare tutti i siti delle banche e far perdere al personale mezz’ora di tempo per andare di persona in banca, oppure permettere loro di svolgere le stesse attività sul sito?” “E se invece l’uso dei social network si rivelasse vantaggioso per le attività di gruppo di un’azienda?”
Naturalmente navigare sul posto di lavoro non è esattamente un fenomeno nuovo: secondo un sondaggio del 2005, il 93% di tutti i dipendenti negli Stati Uniti hanno ammesso di utilizzare la connessione Internet del proprio datore per motivi personali. Il 52% ha dichiarato che è disposta a rinunciare alla pausa caffè pur di navigare.
Secondo Websense questo comportamento costa quasi 200 miliardi di € l’anno alle imprese. E voi, quanta percentuale del vostro tempo lavorativo usate per navigare su Internet per motivi personali?
Via | Arstechnica.com
Foto | Flickr
cacao2
27 set 2008 - 09:28 - #1Mah forse negli States. In Italia sicuramente di meno o di piú a seconda dei posti di lavoro… io comunque eBay, siti di appuntamenti online, social network, chat non li guardavo. Certo magari ti vai a leggere il sito del Corriere…
DigitalUnderground.it
27 set 2008 - 09:39 - #2Solo il 20%?!? asd…
Selecy
27 set 2008 - 10:00 - #3solo?? facciamo anche il 50% va… XD
Progetti Difficili [ghostNASA]
27 set 2008 - 12:55 - #4se si afferma che internet è utile, indispensabile, il futuro del lavoro, ecc. poi non si può affermare che il 25% del tempo passato a navigare sia uno “spreco” ma un investimento produttivo ed un risparmio di tempo rispetto ai sistemi di lavoro e ricerca di informazioni tradizionali!
certo, magari qualcuno durante l’orario di lavoro guarda anche dei siti “non professionali” (anche se pieni di “professioniste”…) ma penso siano pochissimi, sia a causa degli uffici “open” dove tutti vedono tutto, sia a causa dei server aziendali che possono memorizzare i siti visitati da ciascuno (e nessunom vuole essere sp******to né licenziato!)
insomma (come già commentato in occasione di altra news simile) la mia opinione tecnica è: “l’ennessima ricerca [nonché notizia] del c***o”
Graziella
27 set 2008 - 13:24 - #5Guardo quasi ogni giorno solo la prima pagina di Repubblica, forse neanche tre minuti di tempo. Internet lo uso a casa mattino presto , sera quando torno sabato e domenica. Sarò troppo rigida ma non mi piace x nulla l’uso disinvolto che molte persone fanno del computer dell’ufficio. Se hanno lavoro che lavorino altrimenti che posti di lavoro sono????
Ortolino
28 set 2008 - 13:27 - #6Ottima produttività se usi il 25% del tempo a “lavorare” su Internet. Manca la serietà.
Kubrick2012
28 set 2008 - 14:12 - #7l’importante secondo me è svolgere bene il lavoro, poi si puo navigare quanto si vuole…
ciceronelloz
28 set 2008 - 19:05 - #8Sì, tutti tranne voi che in teoria dovreste sfornare contenuti interessanti. Ci parlate anche un po’ dell’Italia? Solo e sempre USA!!