
All’OSCON Convention di Portland si è discusso di nuove tecnologie, software e naturalmente Internet. Tim O’Reilly ha presentato un discorso in cui ha affrontato le grandi sfide della tecnologia moderna. Ma soprattutto ha lanciato un messaggio: per una rete migliore, c’è bisogno di standard e tecnologie aperte.
Egli ha notato come molte applicazioni web mancano di interoperabilità e non permettono il trasloco dei dati. Questo limita molto il potenziale del web. Ovviamente il software open-source è al centro delle teorie di O’Reilly: grazie alle comunità il software open-source sta facendo già passi da gigante ma questo non basta.
Vi sono numerosi progetti open-source direttamente collegati con il web. O’Reilly ha elencato GNOME Online, senza dimenticare il supporto di Mozilla, capostipite in questo settore, e l’ultimo arrivato Identi.ca, servizio di microblogging costruito con standard aperti.
Secondo O’Reilly questi servizi sono ancora giovani e necessitano della giusta maturazione, e soprattutto di collaborazione con i servizi più famosi. Infine O’Reilly condanna le grandi case come Amazon e Apple, per la loro scelta di utilizzare formati proprietari e lucchetti digitali, esprimendo invece speranza che la piattaforma Android sviluppata da Google fornirà agli sviluppatori uno standard aperto.
Via | Arstechnica.com
Foto | Flickr
kayowas
26 lug 2008 - 08:40 - #1O’Reilly ha perfettamente ragione, è un grande.
Blugo
26 lug 2008 - 13:37 - #2Anche a me piace.
Simpaticissimo leggere le dicussioni ta Lee e O’Reilly sul Web2….
“solo una logivca evoluzione del web2″ STOP”
“NO”
hihi
alla fine hanno ragione entrambi ma per me c’e’ un filo d’invidia in Lee….
UAC
26 lug 2008 - 14:50 - #3servono standard aperti, non programmi aperti.
basta vedere in che totale incompatibilita versa Linux e l’open source in generale a causa dei fork e dei innumerevoli progetti che si sovrappongono.