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Secondo O'Reilly per una rete migliore servono standard aperti

Pubblicato: 26 lug 2008 da PG

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Secondo O'Reilly per una rete migliore servono standard aperti

All’OSCON Convention di Portland si è discusso di nuove tecnologie, software e naturalmente Internet. Tim O’Reilly ha presentato un discorso in cui ha affrontato le grandi sfide della tecnologia moderna. Ma soprattutto ha lanciato un messaggio: per una rete migliore, c’è bisogno di standard e tecnologie aperte.

Egli ha notato come molte applicazioni web mancano di interoperabilità e non permettono il trasloco dei dati. Questo limita molto il potenziale del web. Ovviamente il software open-source è al centro delle teorie di O’Reilly: grazie alle comunità il software open-source sta facendo già passi da gigante ma questo non basta.

Vi sono numerosi progetti open-source direttamente collegati con il web. O’Reilly ha elencato GNOME Online, senza dimenticare il supporto di Mozilla, capostipite in questo settore, e l’ultimo arrivato Identi.ca, servizio di microblogging costruito con standard aperti.

Secondo O’Reilly questi servizi sono ancora giovani e necessitano della giusta maturazione, e soprattutto di collaborazione con i servizi più famosi. Infine O’Reilly condanna le grandi case come Amazon e Apple, per la loro scelta di utilizzare formati proprietari e lucchetti digitali, esprimendo invece speranza che la piattaforma Android sviluppata da Google fornirà agli sviluppatori uno standard aperto.

Via | Arstechnica.com

Foto | Flickr

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3 commenti

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  • Profilo di kayowas

    kayowas

    26 lug 2008 - 08:40 - #1
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    O’Reilly ha perfettamente ragione, è un grande.

  • Blugo

    26 lug 2008 - 13:37 - #2
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    Anche a me piace.

    Simpaticissimo leggere le dicussioni ta Lee e O’Reilly sul Web2….

    “solo una logivca evoluzione del web2″ STOP”

    “NO”

    hihi
    alla fine hanno ragione entrambi ma per me c’e’ un filo d’invidia in Lee….

  • UAC

    26 lug 2008 - 14:50 - #3
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    servono standard aperti, non programmi aperti.
    basta vedere in che totale incompatibilita versa Linux e l’open source in generale a causa dei fork e dei innumerevoli progetti che si sovrappongono.