Il micro-blogging non significa blog!

Il micro-blogging non significa blog! Il termine Blog è stato una delle novità degli ultimi 10 anni. Durante questo periodo il concetto di blog ha subito molti cambiamenti, grazie anche a numerose piattaforme che si sono rese disponibili per rilasciare strumenti semplici per permettere a chiunque di diventare un bligger. Siti di blog sono nati dappertutto. E se anni fa si aveva un blog per discutere di esperienze personali (in verità ancora oggi è così), ora ci sono blog per tutte le nicchie.

In mezzo a tutto questo, però, ci sono stati servizi che hanno voluto rendere il concetto di blog ancora più semplice, e tra questi servizi ci sono Twitter, Pownce e Jaiku. Ora questo nuovo concetto si chiama micro-blogging, che permette di inserire frasi di testo della grandezza di un SMS, ovvero 140 caratteri.

Senza mettere in discussione la validità dei servizi, oggi il micro-blogging è amato o odiato un po' da tutti. Ma è strano come nessuno abbia veramente prestato attenzione ad una cosa: l'idea che qualcuno che invia un messaggio di 140 caratteri possa diventare blogger e possa essere letto da tutto il mondo.

Questo non significa che servizi come Twitter non abbiano validità o senso. Ma, al contrario, serve come buon sistema per tenersi a contatto con gli amici. Il che è diverso da bloggare. Twitter non è niente di diverso da un altro servizio che usiamo tutti da molto tempo e che si chiama Messenger, o Gtalk, o qualsiasi altra applicazione simile.

Non c'è nulla di male ad ammettere che i messaggi di Twitter equivalgono ai messaggini via cellulare, basta dare alle cose il loro nome. Twitter e servizi simili non sono blog, e forse nemmeno micro-blogging. Si tratta solo di un modo diverso di interpretare il concetto di SMS. Voi cosa ne pensate?

Via | Mashable.com

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