Mentre il Partito del Pirata è molto noto in Svezia, e in tutta Europa esistono movimenti simili in crescita, lo stesso non si può dire del paese che si vanta di essere “la terra della libertà”. Negli Stati Uniti, il Partito del Pirata non è così famoso come il resto del mondo.
Forse anche perchè gli Stati Uniti sono il paese in cui si contano più denunce per violazione del copyright. Ogni giorno le major della musica e dell’industria cinematografica stabiliscono sondaggi, dichiarando che “la pirateria costa molti miliardi”. Per esempio, uno studio del 2005 ha stabilito che la MPAA ha perso 6 miliardi di dollari a causa della pirateria.
Tuttavia queste cifre non fanno parte di studi rilasciati pubblicamente, ma si tratta semplicemente di dichiarazioni. La stessa MPAA ha dovuto ammettere, ultimamente, che dietro a queste cifre ci sono degli errori. E’ per questo che l’amministratore del Partito del Pirata americano ha attaccato duramente queste statistiche.
Andrew Norton è convinto che la MPAA continui a gonfiare volontariamente queste cifre. Potrebbero benissimo arrivare a dichiarare 20 miliardi o ancora di più, se volessero. Norton ha mostrato risultati di uno studio, pubblicato oggi, che mostrano un’immagine ben diversa della MPAA.
Secondo questi studi l’idea che la pirateria danneggi i film al cinema e il noleggio dei DVD, è infondata. Norton ha dichiarato che lo studio completo sarà pronto a fine luglio, e metterà in chiaro come stanno davvero le cose.
Via | Torrentfreak.com
giordano20
10 lug 2008 - 04:54 - #1del paese che si vanta di essere “la terra della libertà”.
ma che commento e’?? perche’ in un paese si fanno rispettare le leggi, allora “non c’e’ liberta’”?? Perche’ la pirateria e’ illegale, scaricare film e musica piratata (che e’ la maggior parte del traffico del p2p) e’ illegale, quindi dove si cerca di combattere questo rubare (perche’ c’e’ poco da obbiettare, scaricare e’ come rubari, non pago niente, quando c’e’ gente che ci ha lavorato per mesi, artisti, e milioni di soldi d’investimento, e lo dice uno che in passato a scaricato davvero tanto) significa che “non c’e’ liberta’”?
Solo da un blog italiano poteva venire, da un paese dove le leggi sono considerate linee guida, il paese del mangia mangia collettivo, dove viene venerato il furbo e deriso il povero onesto, dove tutti si lamentano dei politici quando il presidente del consiglio e’ solamente il riflesso della popolazione.
Complimenti davvero, piu’ in basso non potevate cadere.
zio Luke
10 lug 2008 - 07:18 - #2Giordano, quello che dici e’ in parte vero e in parte no.
Quando si parla di formati digitali, opere d’arte… il concetto di ‘possesso’ cambia perche’ non hai qualcosa di fisico e distinguibile. Guardare un film da un amico e’ illegale o no? Farselo prestare? Farsi una copia del cd da portare in macchina? O la compilation per la fidanzatina? Ascoltare una canzone per decidere se comprarla o meno? La diffusione ampia e capillare dell’ arte fa bene o fa male all’arte?
Il problema e’ che qui non si parla di arte ma di interessi. Sul costo del cd l’artista prende circa il 2 - 5% anche perche’ si e’ creata questa sorta di ‘cartello’ per cui le grandi major fanno il bello e il cattivo tempo.
Penso che la base dell’ articolo sia l’ipotesi ancora da dimostrare che a differenza di quanto si e’ sempre detto la cosiddetta pirateria fa bene a molti piccoli e male a pochi grandi che vedono sfilare il controllo del mercato.
Personalmente preferisco puntare sulla qualita’ che sulla quantita’ e quindi scegliere di comprare il prodotto che (in teoria, ma poi non e’ sempre vero) dovrebbe avere qualita’ o features superiori, pero’ ritengo che questo nuovo modo di fruire informazione e/o divertimento non vada contrastato ma assecondato.
Nella vana attesa di un P2P sulla benzina… :P