Ogni giorno sentiamo parlare, leggiamo o scopriamo, una nuova start-up, cioè una ditta appena nata, che offre un prodotto nuovo o ne migliora uno esistente: sono loro le regine del web 2.0, lo alimentano ogni giorno, alternando clamorosi successi (come quello di Facebook) a sonori fallimenti.
E’ però errato pensare che sia un fenomeno prettamente statunitense, per l’esattezza confinato nella Silicon Valley: giovani aziende che propongono idee più o meno innovative nascono quotidianamente in tutto il mondo, anche se la densità è maggiore per il Nord America. Grazie a Startup Warrior, un mashup tra Google Maps e Crunchbase, l’archivio di compagnie hi-tech di TechCrunch, è adesso possibile vedere in tutto il mondo dove sono situate le startup.
Niente di rivoluzionario, ma aiuta molto a rendersi conto di quanto siano avanzati in questo campo alcuni paesi rispetto ad altri; a questo proposito dà da pensare il raffronto tra la nostra nazione e gli altri paesi “avanzati”: sia numericamente che come collocazione (sono 5 intorno alla capitale, altri 3 nel centro Italia), in Italia c’è ancora molto da fare!
Via | SimpleSpark.com
ghostNASA
26 giu 2008 - 14:07 - #1“in Italia c’è ancora molto da fare”
NO !!! purtroppo, in Italia, NON C’E’ NIENTE DA FARE !!!
in America (soprattutto) e (sempre più) anche in altri paesi (specie Cina ed India) moltissime aziende innovative sono nate perché alcuni investitori di Venture Capital hanno staccato assegni cospicui (spesso di DECINE di milioni di dollari ciascuno) per finanziare progetti (web e non-web) che, quasi sempre, erano solo delle idee “su carta” (seppur idee di belle speranze) BEN SAPENDO che, su dieci idee finanziate, una avrebbe avuto un grande successo, altre due un risultato modesto e le altre sette sarebbero fallite, o, semplicemente, non avrebbero reso un centesimo!
in Italia, solo quei quattro gatti, che, oltre ad avere una buona idea, hanno anche i soldi per realizzarla (o almeno per iniziarla) possono sperare di riuscirci… per questo sono coì pochi!!!
provate a chiedere un prestito ad una banca (anche alla banca della Gialappas…) senza avere immobili per un valore cinque volte maggiore da dare in garanzia!!!
e i Venture Capitalist italiani dove sono?
se ci sono si nascondono benissimo!
e comunque non ci conterei più di tanto!
scommettiamo, che, se ne trovate qualcuno, vorrà…
a) che ci mettiate una buona parte dei soldi voi stessi,
b) la certezza assoluta (almeno del 400%) che l’idea rende soldi, e
c) il 90% della proprietà dell’azienda e tutte le cariche “di potere” (lasciandovi volentieri quelle dove si inventa e si lavora)
ed allora (come direbbe Cetto La Qualunque) “n’ tu culo il web italiano!” e, se avete una buona idea, proponetela ad un investitore straniero… nella peggiore delle ipotesi vi succederà di vederla realizzata senza guadagnarci un c***o… :) …vedi http://www.ghostnasa.com/posts/008moonprize.html
mmmarco
26 giu 2008 - 19:37 - #2potevate mettere un link al sito…. non che sia difficile trovarlo ma ho notato che mettete solo links interni, a me risulta molto fastidiosa, parlo per me ovviamente