Il governo cinese dietro alla chiusura di 56.com?

Il governo cinese dietro alla chiusura di 56.com?

Uno dei più popolari siti di video-sharing in Cina è stato chiuso. Il sito, 56.com, molto simile per funzioni a YouTube, è stato sospeso per più di due settimane, apparentemente per manutenzione. Ma di solito, nessun problema tecnico dura così tanto.

I dirigenti hanno rifiutato di spiegare questa chiusura. 56.com è di fatto uno dei tre maggiori siti di condivisione video in Cina, e come gli altri, è stato attentamente seguito e esaminato dal governo negli ultimi mesi.

Il sito, il cui nome ha un suono che ai cinesi ricorda la frase "Sono felice", offre un mix di filmati amatoriali e contenuti professionali, tra cui un canale dedicato alla NBA.

In Cina è già da tempo attivo un sistema di controllo dei contenuti sul web, che fa a capo al Grande Firewall che sta dietro all'accesso a numerosi siti. Grande preoccupazione ha suscitato nel governo cinese l'esplosione di fenomeni come il video-sharing, visto che il 77% dei 225 milioni di utenti cinesi ha visto video negli ultimi tempi.

Nel mese di dicembre il governo ha emanato nuove regole, dichiaranto che i siti di video-sharing devono essere di monopolio statale. Proprio i tre principali siti di video, Tudou.com, Youku.com e 56.com, non erano riusciti ad ottenere le licenze per la pubblicazione.

Tudou.com è stato chiuso a marzo, tornado online dopo 24 ore, forse grazie ai legami più stretti che il sito ha con il governo. Ma 56.com non è più attivo dal 3 giugno.

Via | Technology.timesonline.co.uk

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: