Uomini e donne programmano diversamente

pubblicato: martedì 17 giugno 2008 da PG in: Curiosità Geek to live

Uomini e donne programmano diversamenteUomini e donne sono diversi anche nella programmazione? Se lo chiede Emma McGrattan, una delle più valide programmatrici della Silicon Valley, secondo cui gli uomini e le donne programmano in maniera diversa.

Le donne sono abituate a scrivere il codice in considerazione di coloro che lo utilizzeranno successivamente. Per esempio, inserendo numerosi commenti e linee che spiegano in che modo il software è stato scritto. Il codice scritto da una donna diventa quindi una “tabella di marca”.

Gli uomini, invece, non hanno di queste pretese. Spesso cercano di mostrare la loro intelligenza di scrittura rendendo il più possibile criptico il codice. Un software scritto da un uomo, quindi, non è chiaro, e mancano indicazioni per chi lo deve modificare in seguito.

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Secondo la McGrattan basta guardare un pezzo di codice per capire se è stato scritto da un uomo o da una donna. E, nel tentativo di rendere il software più semplice da codificare, la McGrattan consiglia sempre di inserire dei commenti tra pezzi di codice e di fornire un elenco dettagliato di tutte le eventuali modifiche.

E, inoltre, si augura che le programmatrici donne aumentino, in un settore in cui solo il 20% è rappresentato dal gentil sesso.

Via | Blogs.wsj.com

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di skyler83

    skyler83

    17 giu 2008 - 07:48 - #1
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    personalmente come programmatORE ritengo valide entrambe le strategie, come sempre dipende da come il codice verrà impiegato. siccome lavorare in team è la prassi nei progetti, i blocchi devono essere ben documentati - meglio se in stile black box. Comunque è interessante, non mi ero mai posto la questione… limitandomi alla mia esperienza, effettivamente delle differenze sembrano esserci.

    ps: “gentil sesso” lo usava il mio bisnonno nel secolo scorso :)

  • Profilo di misano

    misano

    17 giu 2008 - 08:44 - #2
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    Interessante questa analisi, non ci avevo mai pensato.
    Mi rimane una curiosità: a parità di tempo, misurando performace del codice, sicurezza e quantità di funzioni implementate, è mediamente più bravo l’uomo o la donna ?
    Ho questo dubbio perche una volta avevo una fidanzata programmatrice che di fronte alla classica lista ordinata faceva una ricerca seriale invece che binaria, tutto commentato benissimo, ma a livello di performance …

    P.S. non rispondo ad eventuali domande riguardanti le performance in altri ambiti.

  • devurandom

    17 giu 2008 - 08:49 - #3
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    Anche io sono un programmatoRE c++ e java, e questa distinzione mi pare abbastanza “stupida”… nel senso che non e’ questo che differenzia lo stile di programmazione tra uomo e donna.
    Nella mia esperienza ho notato che l’uomo e’ molto piu’ portato per la programmazione a oggetti ( in particolare nella strutturazione delle gerarchie di classi) mentre la donna è in vantaggio nella programmazione dei DB e nel mapping dal modello relazionale a oggetti. Ovviamente IMHO ;-)

  • devurandom

    17 giu 2008 - 08:52 - #4
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    @misano:
    per mia esperienza (ho anche io la ragazza programmatrice!!!) la questione delle performance, non e’ minimamente considerata, quasi come se fosse un antipatico cavillo, ma come giustamente noti le performance sono importanti in altri ambiti :-)

  • Profilo di @go

    @go

    17 giu 2008 - 08:54 - #5
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    Saranno anche + ordinate le donne ma di donne veramante capaci a programmare devo dire che ne ho trovate poche. Di solito infatti tendono a programmare meccanicamente, se c’è un problema non hanno l’accortezza di tentare strane nuove e si arenano, in pratica non hanno una mente abbastanza dinamica, di solito ripeto, poi ho conosciuto anche donne veramente capaci, ma si contano sulle dita di una mano. Semplicemente abbiamo menti doverse, non c’è nulla da fare, l’uomo è + dinamico ma disordinato, la donna + statica ma + ordinata.

  • Profilo di Zire

    Zire

    17 giu 2008 - 09:23 - #6
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    Dove avete preso l’immagine ??? Voglio anch’io farmi il modello di mac e stampante !!! :D Vicino al macbook e all’imac ci starebbe benissimo !

  • Profilo di Zire

    Zire

    17 giu 2008 - 09:23 - #7
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    ops blog sbagliato :P

  • toki

    17 giu 2008 - 09:55 - #8
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    Per me il codice leggibile è il primo obiettivo: ho visto codice di classi con il 70% di linee come commenti. Totalmente illeggibile.
    Mi puo’ stare anche bene una descrizione del metodo in un file di documentazione, ma fuori dalla code base.

    A questa programamtrice bisognerebbe spiegarli il concetto di codice autoesplicativo, comprensibile anche senza commenti, a parte cio’ che non puo’ in alcun modo essere espresso in codice.

    Chi mette i commenti nel codice dovrebbe anche preoccuparsi di tenerli aggiornati durante la manutenzione del codice.
    Quando il programma diventa complesso, è una cosa estremamente laboriosa.
    Forse quel tempo sarebbe meglio investirlo per scrivere del codice piu leggibile.
    Ad esempio le precondizioni, le post condizioni e le invarianze è meglio documentarle con degli Assert, meglio ancora con degli Unit Test, non con dei commenti.

  • toki

    17 giu 2008 - 10:01 - #9
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    Una cosa che ho notato invece è che le programmatrICI sono piu modeste, ad esempio non hanno problemi a dire che non conoscono il C++ quando invece lo sanno usare molto bene, mentre i programmatORI fanno piu gli sboroni, dicon che lo conoscono tutto, quando invece ne conoscono appena un subset di base (io sono tra questi :D )

  • Profilo di blazar

    blazar

    17 giu 2008 - 10:20 - #10
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    Ma quante banalità: è chiaro che il codice, se si escludono le competizioni di codice offuscato (che sono un bell’esercizio mentale, ma hanno ben poco a che fare con la programmazione “regolare”) deve essere chiaro. Ma sempre più spesso si sente qualche pappagallo -indipendentemente dalla questione uomini/donne- affermare che per far ciò bisogna “inserire quanti più commenti possibile.” Boiata! Non avete idea di quante volte mi scontro con questa idea, essendo un programmatore Perl: un linguaggio che ha la fama (in qualche modo meritata ma non veritiera) di essere line-noise. Se si esagera coi commenti, questi tendono a disperdere il codice effettivo, ed in ultima analisi a renderlo meno chiaro - sì, anche con l’evidenziazione della sintassi! Piuttosto, del buon codice deve essere autodocumentante e richiedere al più un numero minimo di commenti. Per esempio, se uso una variabile reddito, è abbastanza chiaro che essa rappresenta un reddito, e non avrò bisogno di un commento per specificiarlo. Certo, se uno usa variabili a, b, c, etc. Allora è un altro discorso. Io scelgo la prima strategia!

  • mm

    17 giu 2008 - 11:44 - #11
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    sono d’accordo con chi lamentava una mancanza di performances ..
    sono d’accordo con chi ha fatto l’esempio della variabile “reddito”
    ma non solo .. lavorando con donne programmatrici .. devo dire che mancano di una “passione maniacale per i dettagli e per le possibili evoluzioni” .. che io ho, e considero la differenza fondamentale tra la programmazione e “the art of computer programming” ;)
    io spesso e volentieri vedo questo:
    se si vuole una funzionalità X scritta bene e che funzioni .. fallo fare da una donna! (non ho problemi a riconoscere che sanno fare i test meglio di me!)
    ma se vuoi in metà del tempo un X che funzionicchi .. magari con qualche baco .. ma che faccia venire al cliente anche la voglia di Y W e Z, allora tocca a me!

    ormai tra i miei credo che l’idea che uno sviluppo sw ..è fatto bene .. quando al programmatore viene rinnovato il contratto per altri tre mesi!

    ps: quello che lascia perplesso.. è che non vedo l’altra faccia della medaglia .. se tutti lavoriamo con donne (almeno anagraficamente!) … come mai non vedo risposte date da programmatrici?

  • Profilo di ice

    ice

    17 giu 2008 - 11:51 - #12
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    donne programmatrici ne ho conosciute poche sul lavoro, però nel corso di laurea i loro appunti erano sicuramente i più chiari sia per calligrafia che per completezza dei ragionamenti esposti
    Anche nelle esercitazioni di analisi non saltavano mai di scrivere un passaggio alla lavagna
    da un punto di vista accademico sono perfette insegnanti o scrittrici di manuali
    gli assistenti maschi saltano magari tenti passaggi, non credo lo facciano per dimostrare qualcosa
    perchè anche io ricordo che facevo fogli di brutta che alla fine erano spesso incomprensibili anche per me….quindia volermi psicanalizzare: non so cosa cercassi di dimostrare a me stesso…..

  • Profilo di ice

    ice

    17 giu 2008 - 11:54 - #13
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    dal punto di vista della capacità di applicare l’algoritmo più performante, magari di inventare un approccio diverso [magari rispecchiato da un algoritmo cmq già desritto da qualche matematico indiano……ma a nostra insaputa ;) ]
    si potrebbe cercare un anologia con i dati degli uffici brevetti (non necessariamente brevetti sul software, ma in generale)

  • Profilo di lordmax

    lordmax

    17 giu 2008 - 12:00 - #14
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    “Le donne sono abituate a scrivere il codice in considerazione di coloro che lo utilizzeranno successivamente. Per esempio, inserendo numerosi commenti e linee che spiegano in che modo il software è stato scritto.”

    Ma cosa si è fumata?
    Io lavoro a stretto contatto con moltissimi programmatori, uomini e donne e la qualità del codice dipende solo e soltanto da quanto si insiste perché venga mantenuta e non dal sesso.
    Ho visto codici scritti con il deretano da donne e codici perfettamente puliti scritti da uomini disordinati e viceversa.
    Tutte fandonie

  • Profilo di ice

    ice

    17 giu 2008 - 12:14 - #15
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    @ #14
    volere è potere
    qui secondo me si vuole discurtere su ciò che viene spontaneo, sul modo di fare naturale delle cose

  • Amsis

    17 giu 2008 - 12:21 - #16
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    Up Down

    Proseguendo il ragionamento…

    chi commenta è gay! :)

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