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Verizon, Sprint e Time Warner bloccheranno siti, blog e newsgroup pedopornografici

Pubblicato: 11 giu 2008 da D@di

Commenti dei lettori

PedofiliaVerizon, Sprint e Time Warner Cable hanno annunciato una strategia comune per bloccare in tutti gli Stati Uniti forum, blog e siti con contenuto pedopornografico. Si tratta di un accordo molto importante, che coinvolge tre tra i principali operatori di telefonia e provider di servizi internet nel Nord America.

L’accordo prevede anche il blocco, oltre che dei siti, anche dei tanti e numerosi newsgroup Usenet che consentivano lo scambio di materiale pedopornografico, considerati uno degli ultimi avamposti senza regole della Rete. Secondo quanto riportato da alcuni giornali, le trattative stanno andando avanti per coinvolgere sempre più provider.

Si tratta di una vera e propria novità nella lotta alla criminalità informatica e in particolare alla pedofilia. Durante molti casi giudiziari che coinvolgevano utenti e pedofilia, infatti, fino ad ora i provider si erano sempre detti estranei, spiegando di non poter entrare “nel merito delle comunicazioni personali degli utenti”. La decisione, tra l’altro, è molto importante perché se tutti i provider firmassero un accordo del genere, i “luoghi” su internet dove scambiarsi questo tipo di informazioni si ridurrebbero notevolmente a vista d’occhio, e con essi probabilmente anche il fenomeno.

Via | Reuters

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3 commenti

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  • echomrg

    11 giu 2008 - 11:59 - #1
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    il problema è che quando chi si occupa dell’infrastruttura della comunicazione si occupa anche di verificare e validare il contenuto delle comunicazioni i rischi per la libertà di parola sono grandissimi.

    non che voglia sostenere una ipotetica “causa pedofila” ovviamente, ma mi preoccupano da una parte i possibili abusi di quella censura (forse qualcuno pensa che non succederanno?) e dall’altra le possibili evoluzioni di questo tipo di controllo.

    ora bloccano i siti pedopornografici, domani a cosa toccherà?

    M

  • skyler83

    11 giu 2008 - 13:11 - #2
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    “e con essi probabilmente anche il fenomeno”

    (giusto per fare una parabola) infatti quando hanno bloccato napster la condivisione di musica è morta per sempre.

    ma davvero qualcuno ci crede crede che basti fermare il mezzo di diffusione per fermare la pedofilia? e che poi problema risolto, tutto finito e andiamo a casa a dormire tranquilli?

    io piuttosto sono preoccupato che questa sia solo la scusa per creare l’infrastruttura di filtraggio “istituzionalizzata o quasi”, che palesemente sarà il punto di lancio per qualcosa di più pervasivo.

    quoto per questo in pieno il commento di echomrg. Inginocchiamoci tutti davanti ai grandi censori, lasciamoli fare…

  • Profilo di oceanoweb

    oceanoweb

    11 giu 2008 - 16:52 - #3
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    pedopornografici o “pedopornografici” ? La differenza può sembrare nulla ma sono le “” virgolette che fanno la differenza!
    Sono le “” virgolette dei pretesti come “terrorismo” , “pedofilia”, ai tempi del nazionalsocialismo si chiamava “comunismo” vogliamo trovare altri pretesti ?
    Questi palatini della “giustizia” fanno voglia di ridere : certi fenomeni si combattono ogni giorno nella vita di tutti i giorni !