Uno studio rivela i sistemi di spionaggio contro il file sharing

Uno studio rivela i sistemi di spionaggio contro il file sharingUno studio dal titolo "Challenges and Directions for Monitoring P2P File Sharing Networks" spiega le tecniche e i metodi utilizzati per raccogliere gli indirizzi IP di chi scarica dalla rete.

Il documento dimostra che i sistemi di monitorazzio della pirateria sono abbastanza semplici: già lo scorso anno si scoprì con quale facilità associazioni come la RIAA e la MPAA riuscivano a tenere traccia degli indirizzi degli utenti. Le attività di ricerca presso l'Università di Washington confermano questa debolezza del sistema.

La scoperta è stata fatta grazie ad una stampante in rete (!) che ha ricevuto centinaia di notifiche di infrazione. Nel mese di agosto del 2007 sono stati raccolti i dati per uno studio delle attività su BitTorrent. Durante l'esperimento, il team di ricerca ha ricevuto oltre 200 denunce DMCA, nonostante non avesse mai violato alcun copyright. Questo da solo dovrebbe farci capire la credibilità delle organizzazioni nel rilasciare tali avvisi.

Poi nel maggio 2008 il team ha deciso di ripetere la prova, in primo luogo per vedere se le cose sono cambiate. Questa volta però vi sono stati il 40% in più di avvisi. Lo studio si è concentrato anche sulle tecniche di raccolta dati come i logger, per contrastare l'attività del P2P. Il risultato è che, nonostante l'uso delle blocklists, su 17 potenziali IP "spia" solo 10 erano presenti nella lista.

In sinstesi, il documento afferma che potenzialmente ogni utente di Internet è a rischio di spionaggio. L'ultimo paragrafo del documento è un po' preoccupante perchè dice che le blocklist, un metodno comune utilizzato dalla maggior parte degli utenti del P2P, sono del tutto inefficaci e forniscono solo una copertura limitata.

Via | Torrentfreak.com

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