Un sedicente hacker cileno ha pubblicato online documenti confidenziali appartenenti ad oltre sei milioni di cittadini. Le informazioni, secondo quanto riportato dalle forze dell’ordine, sarebbero state ricavate da server governativi e militari, all’interno dei quali l’uomo sarebbe riuscito a penetrare.
Tra i dati trafugati, numeri di carta d’identità, indirizzi, numeri di telefono e dati sugli studi e la formazione delle persone. L’azione, spiega l’hacker, è stata svolta per dimostrare lo scarso livello di protezione dei dati personali in Cile.
Stando a quanto riportano alcuni giornali locali, i dati sarebbero stati rimossi dopo qualche ora dalla polizia, anche se (un po’ come successo in Italia con la storia delle dichiarazioni dei redditi online) stanno continuando a circolare su altri blog e circuiti peer-to-peer.
@go
13 mag 2008 - 16:47 - #1Questa è l’era di internet, l’era dell’addio alla privacy… che tristezza. Se io fossi un ente pubblico mi terrei tutti i dati su carta.
plutolo
13 mag 2008 - 21:42 - #2guarda che i dati erano pubblici pure prima, solo che prima dovevi telefonare. Quindi è solo un bene metterli online