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Rischia l'arresto chi usa i dati delle dichiarazioni dei redditi

Pubblicato: 04 mag 2008 da PG

Commenti dei lettori

Rischia l'arresto chiusa i dati delle dichiarazioni dei redditiHa fatto molto scalpore la notizia della pubblicazione, qualche giorno fa, delle dichiarazioni dei redditi di milioni di italiani, attraverso il sito dell’agenzia delle entrate. Dopo le proteste degli utenti il Garante della privacy ne ha subito ordinato il blocco, anche perchè lo stesso sito era irraggiungibile per il numero elevato di accessi.

Ma la storia non è finita qui. Perchè quei dati sono finiti sulle reti P2P, e quindi sono diventati nuovamente disponibili a chiunque. E’ molto più difficile seguire il tracciamento di un file attraverso le reti P2P, dove generalmente il file può cambiare nome (sebbene un file con nomi diversi mantiene lo stesso indirizzo hash).

Gli investigatori che si stanno occupando della vicenda, però, hanno dichiarato che “sara’ perseguito penalmente e rischia anche la galera chi usera’ i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi sottratti dal sito dell’Agenzia delle Entrate facendone un uso improprio”.

L’articolo 167 della legge dichiara: “Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni”.

Tuttavia non è chiaro, dall’interpretazione della legge, se sia reato scaricare il file, oppure utilizzarlo per fini personali. Anche la semplice condivisione del file implica una diffusione dello stesso, e quindi una violazione della privacy. Intanto il file ormai dilaga sulle reti, ed è davvero difficile impedirne la diffusione.

Via | Agi.it

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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Riccardo.Raneri

    Riccardo.Raneri

    04 mag 2008 - 02:28 - #1
    1 punto
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    E’ evidente, i dati sono “personali” e particolarmente delicati se vengono scambiati tra utenti, ma se l’agenzia delle entrate li diffonde non c’è alcuna violazione della privacy.

    Assolutamente ridicolo.

    “i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi SOTTRATTI dal sito dell’Agenzia delle Entrate”? Ma se li hanno messi alla mercè di tutto il mondo, altro che “sottratti”.

  • Profilo di dr34m

    dr34m

    04 mag 2008 - 04:23 - #2
    2 punti
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    L’errore non è stato di chi le condivide sul p2p, ma di chi le ha rese pubbliche. Cmq chi è condannato per pedofilia esce per vizi procedurali, chi condivide qualcosa che è stata messa in rete rischia di essere sbattuto dentro dalle stesse persone che hanno pubblicato i dati! W l’italia!!!

  • stephen_dedalus

    04 mag 2008 - 04:40 - #3
    1 punto
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    …soprattutto bellissimo il linguaggio usato, molto “tecnico” e ministeriale:

    “sarà perseguito penalmente e rischia anche LA GALERA chi…”

    Comunque non vi spaventate: con i nuovi ridotti tempi di prescrizione e un buon avvocato in galera non ci andate di sicuro. Leggetevi il libro TOGHE ROTTE e capirete come si fa.

  • Profilo di Ortablog

    Ortablog

    04 mag 2008 - 05:36 - #4
    0 punti
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    Quanto rumore per nulla. I redditi dichiarati sono da sempre pubblici e non ci trovo nulla di male. L’unica differenza è che prima dell’era internet avrei dovuto recarmi nel comune di residenza del dichiarante per conoscerne i reddito dichiarato mentre ora basta pigiare qualche tasto sul pc.

  • Profilo di prot

    prot

    04 mag 2008 - 06:25 - #5
    2 punti
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    FANTASTICI E CREATIVI
    come sempre…
    loro li mettono on-line (si vedrà se era regolare) e li divulgano…
    adesso per compensare ARRESTANO chi li divulga!

    quanti anni di carcere?
    se sono reo-confesso avro’ lo sconto di 1/3 della pena?

  • Profilo di GufoGoffo

    GufoGoffo

    04 mag 2008 - 09:52 - #6
    -2 punti
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    Mettere i dati delle dichiarazioni dei redditi online è cosa giustissima! Lo fanno tanti altri stati…
    Ovviamente questo non fa comodo alla casta… e bravo visco!
    C’è chi l’ha chiamata vendetta postelettorale, invece era un’operazione programmata da un anno… pensate solo alle procedure burocratiche e tecniche!
    Ora però l’italia ha scelto ancora una volta la via della disonestà… è proprio vero che ogni paese ha i politici che merita…

  • Profilo di happymilk

    happymilk

    04 mag 2008 - 09:55 - #7
    1 punto
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    @Ortablog: e scommetto che tu hai fatto delle lunghe file al comune per ottenere (non senza un minimo di filtraggio da parte dell’incaricato e che comunque avrebbe tenuto traccia di chi andava a vedere) i redditi del tuo macellaio o del tuo barbiere…

    Nascondersi dietro la scusa che “erano pubblici anche prima” per giustificare la messa in rete (e quindi il dilagare che si è visto) significa non aver capito niente dei nuovi mezzi di comunicazione

  • Brenno

    04 mag 2008 - 10:21 - #8
    3 punti
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    In un paese che ha come prima industria la Mafia, Camorra & Ndrangheta Spa, divulgare liberamente quei dati servirà solo a mettere a rischio molte persone (perlopiù anziani) che vivono da sempre con profilo basso e sono state molto attente a non mettersi in mostra… Viva la sicurezza del cittadino!

    Sempre il solito paese di m…

  • Sbronzo di Riace

    04 mag 2008 - 10:43 - #9
    1 punto
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    sì la rischiamo tutti la galera, l’ergastolo in un carcere turco, in un lager cinese, guantanamo, riapriranno alcatraz solo per noi, siamo ridicoli di fronte al mondo intero ma quale psiconano, topo gigio?

    noi siamo oltre l’immaginazione, noi siamo il paese dell’utopia carceraria

    è bene dire che tutte le contravvenzioni in materia antinfortunistica, ambientale, ecologica, di inquinamento; tutti i delitti di corruzione, falso in bilancio, frode fiscale; tutti i delitti di maltrattamento in famiglia e violazione di assistenza famigliare, tutti i delitti di falsa testimonianza, tutti i delitti di truffa, anche ai danni dello Stato o di Enti Pubblici o dell’Unione Europea; tutti questi delitti e tanti altri che non cito non saranno mai puniti. Nessun processo per questi delitti si concluderà con una effettiva. Nessuno che abbia commesso uno di questi delitti andrà mai in prigione”

  • luca71uu

    04 mag 2008 - 11:29 - #10
    1 punto
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    Come al solito per giustificare errori altrui o piaghe sociali si cerca di far ricadere su uno strumento democratico come il P2P. Lo fanno anche i discografici per piangersi addosso quando producendo dischi di bassa qualità non vendono niente

  • Profilo di Nicola

    Nicola

    04 mag 2008 - 12:48 - #11
    3 punti
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    In galera ci dovrebbero stare Visco e tutti i buffoni che hanno avuto il coraggio di pubblicare questi dati, caz*o.

  • Neogene

    04 mag 2008 - 15:50 - #12
    2 punti
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    Dovrebbero allora denunciare anche i giornali visto che ne hanno tratto profitto dichiarando chi dichiara cosa, e il tg1 che ha spiegato come scaricare dalle reti p2p tali informazioni…

  • Profilo di prot

    prot

    05 mag 2008 - 06:07 - #13
    0 punti
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    vi posto un link dove è ben spiegato il motivo per cui non potevano essere pubblicate le dichiarazione dei redditi, trovo molto poco da commentare se no che siamo un paese governato da ”bambini adulti capricciosi”

    ma, stando ormai alla frittata e da quello che ho letto nei media su certe dichiarazioni credo che la finanza per i prossimi 10anni avrà moooooolto da verificare e solo per quelli relativi al 2006!

    la prossima volta che li pubblichino per ”categorie”
    ci sarà da divertirsi, scoprire che un dipendende guadagna piu’ del suo datore di lavoro!

    ma credo che anche su questo l’agenzia delle entrate sia ben a conoscenza solo che……

    link:
    http://punto-informatico.it/2273614/PI/Commenti/Dati-fiscali–cosa-dice-la-legge-/p.aspx

  • Profilo di Ortablog

    Ortablog

    10 mag 2008 - 20:23 - #14
    1 punto
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    Credo che in un Paese come l’Italia pubblicizzare i redditi dei contribuenti possa contribuire a far pagare le tasse. Molti dichiarerebbero anche più del dovuto solo per sembrare più ricchi…

  • broxcris

    12 apr 2010 - 11:57 - #15
    0 punti
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    Esiste un paese nel mondo che ha sempre dato una grande pubblicità alle dichiarazioni dei redditi dei suoi cittadini, mettendo a disposizione un registro con tutte le cifre, consultabile da chiunque, presso tutti i comuni e presso gli uffici fiscali. Quel paese si chiama Italia.

    Infatti fin dal 1973, per 35 anni di seguito, il DPR 600, del 1973, art. 69 lo ha imposto e gli impiegati delle agenzie vi confermeranno la sua esistenza. Di recente, con un decreto legge del 25/06/2008, questo elenco è stato fatto sparire per non meglio precisate esigenze di privacy… Addirittura se il dato venisse diffuso si incorrerebbe in una sanzione dai 5.000 ai 30.000 euro, triplicabile se il contravventore ha ingenti mezzi.

    Ora, in un paese in cui un gioielliere dichiara un reddito medio identico a quello di un maestro elementare, dove solo 1 contribuente su 100 ha redditi lordi superiori ai 100.000 euro (e di questi 6 su 10 sono dirigenti privati o pubblici, ovvero degli stipendiati con prelievo alla fonte) pensate che ce ne sia proprio il bisogno di tutta questa privacy?

    Diamo un occhiata intorno a noi.
    In Finlandia si è sempre pubblicato l’elenco delle dichiarazioni dei redditi sui giornali locali. Da subito sono state messe su internet e ultimamente con un sms puoi sapere l’ultimo IRPEF di chiunque.
    In Norvegia hanno inventato un’applicazione che ti fa comparire l’IRPEF complessivo accanto alla faccina del tuo amico su Facebook. Pragmatismo eccessivo? Istigazione alla delazione? Forse.
    Di sicuro però la Norvegia è il paese con la miglior qualità della vita del mondo e la Finlandia lo è per democrazia, diritti civili, libertà di stampa e scarsa corruzione. Che le due cose abbiano una qualche correlazione?…

    Qui potete approfondire:

    http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/finlandia-marrese/finlandia-marrese.html

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/8319054.stm

    http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/finlandia-tasse-e-non-soltanto-un-sms

    http://caminadella.wordpress.com/2008/05/02/le-dichiarazioni-dei-redditi-su-internet-svelati-milioni-e-milioni-di-segreti-di-pulcinella/