Rischia l'arresto chi usa i dati delle dichiarazioni dei redditi

Rischia l'arresto chiusa i dati delle dichiarazioni dei redditiHa fatto molto scalpore la notizia della pubblicazione, qualche giorno fa, delle dichiarazioni dei redditi di milioni di italiani, attraverso il sito dell'agenzia delle entrate. Dopo le proteste degli utenti il Garante della privacy ne ha subito ordinato il blocco, anche perchè lo stesso sito era irraggiungibile per il numero elevato di accessi.

Ma la storia non è finita qui. Perchè quei dati sono finiti sulle reti P2P, e quindi sono diventati nuovamente disponibili a chiunque. E' molto più difficile seguire il tracciamento di un file attraverso le reti P2P, dove generalmente il file può cambiare nome (sebbene un file con nomi diversi mantiene lo stesso indirizzo hash).

Gli investigatori che si stanno occupando della vicenda, però, hanno dichiarato che "sara' perseguito penalmente e rischia anche la galera chi usera' i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi sottratti dal sito dell'Agenzia delle Entrate facendone un uso improprio".

L'articolo 167 della legge dichiara: "Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni".

Tuttavia non è chiaro, dall'interpretazione della legge, se sia reato scaricare il file, oppure utilizzarlo per fini personali. Anche la semplice condivisione del file implica una diffusione dello stesso, e quindi una violazione della privacy. Intanto il file ormai dilaga sulle reti, ed è davvero difficile impedirne la diffusione.

Via | Agi.it

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