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Bill Gates: la GPL non ci piace

Pubblicato: 25 apr 2008 da PG

Commenti dei lettori

Bill Gates: la GPL non ci piaceIntervenuto durante una conferenza presso Institute for Systems Biology di Seattle, Bill Gates ha criticato la GNu General Public License (GPL). La GPL è la licenza usata prevalentemente nel mondo dell’open-source e del software libero.

Secondo Bill Gates la licenza GPL impedisce lo sviluppo del software. “L’open-source”, ha dichiarato, “rappresenta un tipo di visione del mondo che non permette la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo delle imprese”. “Non c’è bisogno del software libero al mondo, poichè la Microsoft offre gratuitamente il suo software ai paesi in via di sviluppo”.

Gates dichiara che non avrebbe mai potuto costruire la più grande azienda software del mondo se avesse investito nell’open-source, sebbene abbia riconosciuto che Linux sta facendo molto bene in questo periodo. Addirittura il successo di Linux è tale che i tempi sono maturi per una collaborazione con Microsoft. E’ davvero strano vedere Gates lodare la “concorrenza” ma allo stesso tempo criticare il mondo dell’open-source, soprattutto alla luce delle molteplici iniziative pro open-source che la Microsoft ha recentemente preso.

Via | Arstechnica.com

Foto | Flickr

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • mr K

    25 apr 2008 - 08:54 - #1
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    Un po’ confuso il signor Gates… Probabilmente usare troppo sVista gli ha dato alla testa!

  • Profilo di ice

    ice

    25 apr 2008 - 10:58 - #2
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    la M$ offre il suo software gratis ai paesi in via di sviluppo per creare milioni di utonti oggi, da mungere domani

    Tutti noi siamo cresciuti a pane winzozz, ma partendo da zero ad oggi non credo che linux abbia degli svantaggi

    Del resto in quanti uffici sono costretti ad usare windows e MSoffice, non tanto per la qualità dei prodotti, quanto per interagire con un microsistema (enti pubblici che rilasciano fogli di calcolo excell per le autocertificazioni, uffici tecnici di regioni e province che rilasciano programmini in access per calcoli sulla sicurezza sismica o altro) e cmq tutte le picocle software house nostrane se vogliono campare sono anche loro costrette a sviluppare per windows, creando ulteriori vincoli (quante grane sono cambiare il gestionale o il crm aziendale!?!?!?)

    quindi una nazione che partisse da ZERO potrebbe dimostrare al mondo intero che esiste un altra via, oltre alla convivenza tirata ni ballo da Mark di Canonical

    Per questo teme molto piu ii paesi in via di sviluppo che il resto del mondo

    Pensate se un miliardo di cinesi dovessero per legge (e i dirigenti cinesi ne sono capaci) usare solo linux……avete una minima idea di quanti software nascerebbero epr risolvere le mille esigenze di un paese tanto vasto quanto popolato!?!?!?!?!

  • Profilo di AndreaTek

    AndreaTek

    25 apr 2008 - 11:01 - #3
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    rappresenta un tipo di visione del mondo che non permette la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo delle imprese

    Su questa frase sono d’accordo, sempre dal punto di vista del programmatore/sviluppatore.

  • Profilo di misano

    misano

    25 apr 2008 - 11:59 - #4
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    “si potrà collaborare con Linux” benissimo, ma con chi? chi è il signor linux? chi rappresenta linux? chi decide come e cosa fare in linux? oggi il sacro verbo si chiama Ubuntu, ieri era Mandriva, l’altro ieri red hat, domani chissà?
    In realtà Novell che pubblica una sua distribuzione linux ha già ampie collaborazioni con Microsoft quindi parlare al futuro di collaborazione mi pare sbagliato.
    In ogni caso credo che GPL sia una buona cosa per un certo tipo di software, specie nel mondo accademico e domestico, o per la distribuzione di piccole applicazioni freeware, per il resto rimango convinto che il modello microsoft sia il migliore per il business, sia per il cliente che per il produttore, i fatti comunque confermano queste tesi.

  • Jill Bates

    25 apr 2008 - 14:07 - #5
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    Bravo Bill, continua così. Difendi il tuo orticello. Ma non la menare sui posti di lavoro e sul fatto che “regali” il SO ai paesi in via di sviluppo.
    Non sei certo un benefattore, aspetti che i paesi siano M$dipendenti e poi giù con le gabelle.
    Risparmiati le sparate, ti serviranno quando ti toccherà parlare di Vista come il SO più rivoluzionario della casa. Coi tempi che corrono sarà dura farla passare questa “verità”.
    Un consiglio, per Windows 7 dai un occhio al codice *nix (OPEN), non sia mai che anche M$ riesca a sfornare un SO decente.

  • Baluba

    25 apr 2008 - 17:22 - #6
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    oggi i bimbominkia scorazzano in liberta’ eh?

  • Baluba

    25 apr 2008 - 21:06 - #7
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    altrimenti io come farei a scrivere cagate, no?

  • Baluba

    26 apr 2008 - 12:39 - #8
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    e’ arrivato il rosicone, mancava solo quello per completare il circo.

  • Daniele C.

    26 apr 2008 - 13:57 - #9
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    cit. “Non c’è bisogno del software libero al mondo, poichè la Microsoft offre gratuitamente il suo software ai paesi in via di sviluppo”

    Non vorrei dire… Ma il sig. Gates non ha molto chiaro la differenza tra Software libero e Software Gratuito… OpenSource significa che i sorgenti non sono proprietari, ma accessibili, modificabili e ridistribuibili da tutti, il fatto che sia gratuito non è il suo punto di forza, bensì il fatto che io possa sapere COSA stò usando e COSA FA in maniera completa. Non so chi può dire esattamente tutto quello che fa Vista in un preciso momento, mentre di Ubuntu posso sapere qualsiasi cosa.

  • Lorre1981

    05 mag 2008 - 16:01 - #10
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    ancora si crede che non si creino posti di lavoro con le licenze GPL?? che ci siano persone che sviluppino Openoffice o Ubuntu per volontariato?? Sono sviluppate da società con centinaia di posti di lavoro che ottengono il loro guadagno non prendendo 100€ da tutti gli utenti ma tramite altre fonti (esempio assistenza agli utenti professionali) un concetto che crea sicuramente sviluppo e posti di lavoro visto il successo che ottengono. Certo non creano i megamigliardari possessori di aziende che creano soldi imbrigliando milioni di persone ai loro prodotti sfruttando una ignoranza diffusa negli utenti (Wanna Marchi insegna)