L’amministratore delegato di Microsoft Steve Ballmer ha dichiarato che la casa di Redmond potrebbe ascoltare la richiesta dei molti clienti che non vogliono rinunciare a Windows XP, la cui scomparsa a favore di Windows Vista è ormai imminente. Il supporto ufficiale al vecchio sistema operativo dovrebbe terminare ad aprile 2009 mentre un supporto minore sarà fornito fino al 2014.
Molti utilizzatori di Windows XP, dopo anni di perfezionamenti, sono molto soddisfatti del loro OS e ritengono Windows Vista un mattone con poche novità rilevanti, eccetto gli abbellimenti. Nonostante tutto ciò, da luglio non sarà più possibile per i produttori vendere computer con preinstallato XP; faranno eccezione le macchine a basso costo e ridotte risorse hardware, come l’Asus EEEPC, che integrano cpu non velocissime, piccoli schermi e soluzioni di storage basate su memorie flash anzichè su hard dirsk.
Staremo a vedere se le proteste inscenate dagli utenti sortiranno l’effetto voluto: sta di fatto che Microsoft sembra essere più interessata ad ampliare la sua offerta più che a migliorare un prodotto, Windows Vista, che non è così malvagio come viene dipinto. Se il Windows del futuro sarà modulare sarà probabilmente anche per riuscire a soddisfare una richiesta sempre più diversificata, che scaturisce dalla varietà di tipologie di macchine presenti sul mercato, come ultraportatili, portatili, desktop, workstation e server.
Via | News.com
Dodo
25 apr 2008 - 09:17 - #1Io credo che sia l’intenzione sia quella di spingere Vista nel segmento high-end e continuare a proporre XP nelle fasce basse del mercato. A prima vista sembrerebbe una mossa suicida, ma si vede che hanno fatto i loro conti.
Per XP embedded invece al momento non sono previsti sostituti, giusto?
gm
25 apr 2008 - 18:46 - #2non so Microsoft (che credo abbia tratto vantaggio solo dal fatto di aver iniziato agli albori dell’informatica quando non occorrevano grandi somme per creare una nuova azienda) ma, certo, gran parte delle aziende americane di hardware, software, internet (e non solo) sono nate grazie alle società di VENTURE CAPITAL che, solo nel 2007, hanno investito (se ricordo bene la notizia che ho letto tempo fa) oltre 26 miliardi di dollari
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ebbene, la mia domanda (rivolta a chiunque ne sappia qualcosa) è: ci sono aziende di venture capital (vero!) in Italia? e, se sì, dove sono?
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naturalmente, quando dico “vere” aziende di venture capital intendo finanziatori che rischiano davvero, non società che pretendono il 90% della start-up che finanziano né pretendono 500.000 euro di immobili in garanzia per prestarti 50.000 euro al più alto tasso di interesse (quelle si chiamano “banche”…)