In una conferenza a Las Vegas gli analisti di Gartner, Michael Silver e Neil MacDonald hanno dichiarato che la situazione per Microsoft è pericolante, e Windows si avvicina al collasso. Per evitare la recessione sul mercato Microsoft deve fare cambiamenti radicali per il suo sistema operativo.
Sono tanti i problemi che affliggono Windows, secondo gli analisti, ma il più grave è il codice complicato e dispersivo, che rende impossibili le modifiche in breve termine: è quello che è successo con Vista, il cui tasso di adozione da parte delle imprese ha raggiunto un misero 6%.
Anche altri analisti, tra cui Forrester Research, hanno segnalato questa lenta migrazione verso Vista. La natura monolitica di Windows, motivo per cui Microsoft sta pensando ad un sistema operativo modulare, non solo rende difficile gli aggiornamenti, ma rischia di peggiorare la situazione nel medio e lungo termine.
Gli utenti desiderano un Windows che costi poco, e possa girare su hardware non eccessivamente potente. Windows ha costruito il suo successo proprio grazie all’”utente medio”, il quale non può permettersi un aggiornamento hardware ad ogni revisione del sistema operativo.
Ma ora ci vuole troppo tempo prima che la prossima versione di Windows esca, e Microsoft deve affrontare la concorrenza non solo degli avversari diretti, ma anche delle applicazioni Web e dei dispositivi portatili. Apple ha introdotto le prime applicazioni per iPhone, mentre Vista è troppo pesante per girare sui palmari.
Gli analisti dichiarano che Windows deve cambiare: deve essere più modulare e deve puntare sulla virtualizzazione, in modo da eliminare tutte le API che appesantiscono il sistema e allo stesso tempo permettere la retro-compatibilità.
Intanto Microsoft ha deciso da tempo di spegnere Xp entro il 2010, mentre girano voci insistenti che Windows 7 possa uscire entro il 2009.
Via | Computerworld.com.au
Nicola
11 apr 2008 - 23:11 - #1“Gli utenti desiderano un Windows che costi poco, e possa girare su hardware non eccessivamente potente. Windows ha costruito il suo successo proprio grazie all’”utente medio”, il quale non può permettersi un aggiornamento hardware ad ogni revisione del sistema operativo.”
Azzo, ci volevano gli analisti per capirlo.
Max121
12 apr 2008 - 03:11 - #2Concordo pienamente, è una delle aziende più ricche e ci si aspetta che investa il giusto e il prodotto deve essere all’altezza.
Vista dal mio punto di vista non è così malaccio, però devo ammeterlo è pesante e ci si aspettava molto di più come nuove funzioni radicali! Non regalini tipo AREO o l’utility di backup e altre cosucce migrate da XP migliorate.
Che OK posso essere utili,inutili, carine ecc.. ma la parola Nuovo
con la N maiuscola per me non è questo.
@Nicola
un commento fatto dagli analisti ha più peso di un qualsiasi utente che conosce poco il pc e che si lamenta spesso non accorgendosi che la maggior parte delle volte i suoi problemi sono causati della sua inesperienza e incompetenza…
Non trovi?
gm
12 apr 2008 - 04:54 - #3parliamoci chiaro, Microsoft può piacere oppure no, ma è un azienda privata e come tutte le aziende può e deve fare il proprio interesse
anche a me windows è sempre apparso inutilmente intricato, ma questa è la maggiore garanzia che ha Microsoft per proteggere il proprio prodotto
se il codice fosse più semplice e chiaro chiunque potrebbe clonarlo
nessunohastonick
12 apr 2008 - 09:23 - #4La natura monolitica di Windows?!?!?!?!? o_O
La fonte è Novella 2000?
http://it.wikipedia.org/wiki/Kernel#Kernel_monolitici
Nicola
12 apr 2008 - 09:45 - #5@ Max121:
Sono d’accordo. Ma quello che mi piacerebbe è che l’analista non spiegasse di cosa ha bisogno il consumatore, ma perchè MS (che pure gli analisti ce li ha, quindi è a conoscenza di queste cose) opera in tutt’altra direzione. Non è un errore di marketing, è un tentativo di influenzare il mercato sfruttando la propria posizione di quasi monopolio. Però se lo dico io (ammesso che sia vera la mia supposizione), la cosa non ha peso; se lo dicesse un’analista, invece…
misano
12 apr 2008 - 10:08 - #6@nessunohastonick
forse la frase è riferita a windows nel suo complesso, che pur essendo lo stesso sbagliata, puo non sembrare la solita bestemmia ignorante che l’articolista ci propina tutti i sabati, tutto farcito di notizie false o parziali, pesantemente interpretate.
in ogni caso l’acqua calda è stata riscoperta anche stamane, in quanto è chiaro a tutti che windows dovrà evolvere verso una struttura più modulare, non è dato sapere in che modo e in che tempi, il punto fondamentale è la penetrazione di .net, un ambiente che consente di far girare applicazioni su device differenti che di fatto slega le applicazioni dal sistema operativo in senso stretto.
Il problema sono solo i programmi, se su milioni di computer girano ancora applicazioni scritte in VB5, se i programmatori scrivono ancora SW che devono essere fatti girare con privilegi di Admin.
La dimensione del problema lo danno i numeri in ballo, se ipotizziamo che le installazioni di windows (tutte le versioni) stanno raggiungendo quota un miliardo allora si capisce facilmente perchè Steve Ballmer non riesce a presentanrsi in conferenza stampa e dire: domani cambiamo tutto, non c’è più windows ma c’è “doors” che fa qulello che faceva windows però in maniera molto più “nuova” e veloce più bella, un miglioramento al 100%, un sistema operativo che riesce a stare su un mainframe sia su un orologio da polso, il problema è che togliamo il supporto a windows e il software non è compatibile se non quello scritto scrupolosamente su .net.
Secondo voi è un discorso che sta in piedi ?
Il fatto è che windows sta modificando la sua natura, solo che lo deve fare lentamente, perchè se una variazione così necessarie quanto minime quali l’introduzione di un multi registry, la scissione dei ruoli admin e user, la gestione della memoria, il garbage collector e la certificazione dei driver hanno creato questi sfracelli allora mi immagino cosa succederebbe se uscisse un windows che spingesse ulteriormente questi concetti e ne introducesse di nuovi.
Una soluzione presa in considerazione da Microsoft è la virualizzazione, in pratica per le vecchie applicazioni si userebbe un windows virtualizzato all’interno di un nuovo ambiente, questo però ha un doppio problema: le alte richieste hardware e il mantenimento dello status quo delle applicazioni più datate.
Menestrello
12 apr 2008 - 14:09 - #7Una soluzione presa in considerazione da Microsoft è la virualizzazione, in pratica per le vecchie applicazioni si userebbe un windows virtualizzato all’interno di un nuovo ambiente, questo però ha un doppio problema: le alte richieste hardware e il mantenimento dello status quo delle applicazioni più datate.
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Concordo..
Windows e’ un ecosistema che si alimenta da solo (Tanti Win installati -> tanto software sviluppato -> tanti Win ) e interrompere questa catena troncando con la compatibilita’ vorrebbe dire giocare ad un roulette russa… puo’ andare bene e rimanere (facendo rimanere windows predominante) o andare malissimo ed aprire la strada a tutti i competitors…
ice
12 apr 2008 - 23:42 - #8è un po quello che sta accadendo con VISTA
Molti programmini scritti ad hoc per le aziende adesso non girano su VISTA, e causa magari limitata diffusione di quei softwre non c’è interesse a sviluppare un versione per VISTA
E da qui che viene il fisco in ambito aziendale di VISTA
Poi aggiungiamo una cosa: i pc saranno anche un bel giochino, ma in un azienda devono fare reddito….
Se i miei sistemi ad oggi fuznionano perchè dovrei sostituirli con altri diversi che non mi danno alcun vantaggio produttivo, anzi col rischio che la nuova interfaccia grafica, il nuovo albero delle directory necessiti di una curva di apprendimento che rallenta la produzione aziendale
prot
13 apr 2008 - 12:13 - #9io non sottovaluterei un aspetto che raramente ho letto sui problemi di vista:
pensate che microsoft investiva miliardi di dollari per produrre un fallimento?
diciamo come stanno veramente le cose:
i problemi maggiori quali sono stati nell’immediato?
i driver
bene
non vi fa pensare che magari moltissime software-house lo hanno volutamente boicottato perché non hanno avuto quello che chiedevano? (in termini di denari chiaramente)
non vedo altre giustificazioni…e ne sono pienamente convinto, a parte ever letto qualcosa a proposito, ma che nesuno si azzarderebbe di confermare, pena la credibilità di tante aziende