La RIAA ci spia illegalmente?

La RIAA ci spia illegalmente? In passato i metodi usati dalla RIAA per tenere d'occhio gli utenti scaricatori del P2P sono stati criticati. Infatti, trattandosi di un ente privato, non avrebbe il diritto di spiare il traffico della rete e beccare gli utenti mentre condividono file.

Ci si chiede, quindi, se la RIAA debba ottenere una licenza di investigatore privato. Solo un investigatore privato con regolare licenza potrebbe compiere le indagini che la RIAA porta avanti da tempo, ed è stato ampiamente dimostrato come le prove ottenute dalla RIAA siano state ottenute illegalmente.

Uno studente del Northern Michigan University ha presentato una mozione sostenendo che i dati raccolti dalla RIAA sono stati ottenuti con metodi illegali. E un recente caso segnalato in Florida solleva le stesse questioni. Secondo Eva Boyer, la RIAA abusa del potere giudiziario e federale per invadere la privacy degli utenti attraverso la rete.

Da parte sua la RIAA ha sempre sostenuto di non aver bisogno di una licenza di investigatore privato, poichè le informazioni ottenute sono "disponibili e visibili per chiunque". E' vero che un indirizzo IP è per la maggior parte dei casi pubblico, ma non dovrebbe essere utilizzato per individuare il nome o l'indirizzo di casa di chi sta utilizzato quell'IP.

La RIAA inoltre sostiene che ottenere le licenze per tutti i 50 Stati sarebbe troppo "costoso" (moltiplicate 10.000 dollari per 50), ma è un atteggiamento contraddittorio: la RIAA, infatti, spende molto di più, ogni anno, per portare avanti le sue cause contro gli utenti del P2P.

Via | Arstechnica.com

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