Probabilmente fino a 5 anni fa la proposta sarebbe stata impensabile. Ma di fronte al dilagare del traffico peer to peer, e di fronte alla guerra tra utenti e major discografiche, la soluzione potrebbe essere quella di un canone mensile di 5 dollari per poter avere accesso a tutto il download possibile.
La Warner Music Group ha chiesto all’esperto Jim Griffin di elaborare un piano da proporre agli ISP per eliminare il gravoso problema del P2P. Una novità enorme, se pensiamo che in Giappone è al vaglio la proposta di ban per chi scarica, e progetti come Qtrax sono praticamente decaduti col tempo. Secondo Griffin oggi è cambiato il modo di pensare la musica. Prima si acquistava un CD, oggi invece la gente è abituata a scaricare un file audio per valutarne la qualità della musica. Un nuovo tipo di mercato potrebbe contribuire a dare aria ai consumatori e ai produttori.
Sempre secondo Griffin, l’industria musicale deve cambiare il suo approccio al mercato. L’idea da abbracciare è quella che la musica può essere fornita anche come servizio e non solo come prodotto. Di conseguenza, un servizio come quello proposto, potrebbe generare un traffico di 20 miliardi di dollari, mettendo d’accordo sia gli utenti, liberi di scaricare, sia l’industria, che verrebbe ripagata.
Via | Arstechnica.com
clauderouges
30 mar 2008 - 13:28 - #1Anch’io credo che il canone mensile sia un’ottima soluzione e lo sottoscriverei immediatamente se ci fosse anche in Italia. Ma a certe condizioni.
!. I file devono provenire da fonti accreditate, essere di buona qualità e contenere i tag corretti.
2. Il DRM va usato con criterio: va bene che chi fornisce i file sia in grado di monitorare il numero dei download di una canzone per distribuire i diritti agli artisti ma non va bene che l’utente non possa masterizzare la musica o metterla su un lettore mp3 che non segua un determinato standard. Basta con questi lucchetti. Sembra di esser tornati agli anni ottanta quando ogni tecnologia di ogni marca era un mondo a sè senza possibilità di compatibilità con le altre.
3. il catalogo deve essere omnicomprensivo. Non deve nascere dall’accordo di due case discografiche ma di tutto il mondo musicale. Devo essere in grado di ascoltare qualsiasi cosa sia stata digitalizzata.
Nicola
30 mar 2008 - 13:55 - #2Mi sembrerebbe un equa scelta.
MoviesOnTheRadio
30 mar 2008 - 15:07 - #3Perfettamente d’accordo. Per “Legalizzare” il P2p, l’unica soluzione è paradossalmente quella di “imporlo” facendo pagare a monte una tassa, una quota, un chiamatelo come volete, all’interno dello stesso contratto col proprio Isp.
20 Euro al mese per un Adsl ? Perfetto, mettiamo 25 o 30 euro. Questi sono i prezzi. Chi vuole un Adsl a casa paga questa cifra. Poi ci può fare quello che vuole e festa finita. Ogni altra idea, programma, tentativo, fallirebbe comunque (e la ha sempre fatto) quando esiste la possibilità di prendere le stesse cose, gratis, su altri Lidi. Un canone nello stesso abbonamento e si taglia la testa al Toro. Sarei curioso di capire se una cifra nell’ordine di 5/10 euro in più, quanto porterebbe mensilmente nelle tasche della case discografiche e se questo potrebbe essere considerato un successo o meno anche per loro…
slot
30 mar 2008 - 19:06 - #4E nel caso, via l’equo compenso dai cd, perchè è assurdo che io paghi la siae per fare un backup dei miei documenti o dei salvataggi dei giochi.
ice
31 mar 2008 - 00:00 - #5il canone di fatto lo paghiamo già
esiste in fatto una tassa sui TUTTI i supporti digitali per l’equo compenso
Tale tassa è applicata ai masterizzatori di dvd/cd per pc, come alle memory card che usiamo sulla fotocamera digitale, e sull’harddisk di tutti i pc, come quelli presenti nei hdrecorder, etc. Oltre ovviamente alla tassa presente su cd e dvd vergini
La tassa sulla connessione mi sembra superflua…..io mi connetto con un router firewall, basato su linux….e pago già una tassa alla siae per l’hd incluso nel pc….che fa solo da router e quindi tiene su la connessione ad internet.
Di fatto potrei dire che pago già alla siae qualcosa solo per il fatto di connettermi a internet
Senza considerare che la tassa siae ricade anche su tutta l’infrastruttura dei provider, che necessitano di server, dispositivi di backup, etc…..
Di fatto sarebbe una tassa sulla tassa….
un po come l’iva sull’accise dei carburanti
Beh, quasi mi stupisco che in Italia tale ssurdità non sia già realtà…. SOB