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Tim Berners-Lee contro la tracciabilità in rete

Pubblicato: 18 mar 2008 da Vincenzo Baiocco

Tim Berners-Lee contro la tracciabilità in reteQuando a parlare è l’inventore del World Wide Web non si può che ascoltare attentamente: in una intervista alla BBC Tim Berners-Lee si schiera contro quegli ISP che divulgano i dati riguardanti la navigazione degli internauti, spiegando che la privacy in rete non è un mero esercizio di rivendicazione dei diritti bensì una condizione essenziale per evitare il grande fratello globale.

Berners-Lee è contrario a permettere che il suo ISP registri i siti visitati e propone un possibile scenario per far capire le conseguenze: una assicurazione potrebbe aumentare il premio della polizza sulla vita di un cliente/netizen che benchè non sia malato abbia raccolto molto informazioni in rete sul cancro; informazioni che potrebbero far pensare all’assicuratore di avere a che fare con un soggetto con delle predisposizioni verso quella malattia. E propone che sia il netizen, in quanto proprietario della propria cronologia, a gestire i dati personali, che ne venga fatto commercio o meno.

Il giusto Internet Service Provider auspicato non detiene né divulga i dati personali dei propri clienti, esattamente come fa, continua il pluridecorato scenziato inglese con un altro esempio, la società fornitrice dell’acqua, la quale non si cura dell’uso che ne viene fatto akll’interno delle proprie mura di casa. Quello che Berners-Lee vuole evitare è che si possa facilmente accedere a tutto ciò che viene scritto, letto o visto su internet da un certo utente: immaginate l’effetto che potrebbero avere queste informazioni durante un colloquio di lavoro, o se ne venissero a conoscenza i parenti più stretti (siano genitori o figli).

Via | Technorati.com

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Nicola

    Nicola

    18 mar 2008 - 14:08 - #1
    2 punti
    Up Down

    Sono PERFETTAMENTE d’accordo con quest’uomo. E credo che sia stupido noon esserlo, perchè la questione in realtà è molto più banale di come viene presentata da molti esponenti politici: nessuno ha il diritto di spiare nessuno. Il cittadino ha DIRITTO di vivere sapendo di non essere osservato; il cittadino ha DIRITTO di navigare senza essere spiato. Questo diritto deve essere concesso in automatico, anzi deve essere sanzionata la sua violazione e quindi chiunque, senza adeguata autorizzazione motivata da necessità valide per il singolo caso (e non per la generalità degli utenti!!!), raccolga le “tracce” della navigazione di una persona deve essere condannato.

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