Quanto accaduto a Lhasa ha sicuramente scosso il mondo intero, grazie soprattutto ai numerosi video inseriti su YouTube dai movimenti per la liberazione del Tibet e da altre persone in possesso di testimonianze filmate degli scontri.
Il Governo cinese ha deciso nella giornata di ieri di bloccare l’accesso al popolare sito di video-sharing dall’interno della propria nazione, impedendo così agli abitanti della Cina di effettuare l’upload o semplicemente visualizzare i contenuti filmati inseriti su YouTube, considerati evidentemente scomodi.
Mentre le autorità cinesi non hanno ancora rilasciato alcun tipo di commento ufficiale sull’azione di censura intrapresa, rimaniamo ancora una volta sconcertati dal modo in cui ancora al giorno d’oggi sia possibile in alcune parti del mondo oscurare le fonti d’informazione, in grado di garantire ai cittadini uno dei loro diritti principali: quello di essere messi al corrente della verità.
Via | News.yahoo.com
sandokan71
17 mar 2008 - 11:17 - #1“rimaniamo ancora una volta sconcertati dal modo in cui ancora al giorno d’oggi sia possibile in alcune parti del mondo oscurare le fonti d’informazione, in grado di garantire ai cittadini uno dei loro diritti principali: quello di essere messi al corrente della verità.”
Noi lo sappiamo bene, visto che anche da noi i mezzi di informazione ci raccontano un sacco di balle e sono servi del potere politico, nascondendoci la verità e non contraddicendo i politici neppure quando dicono delle maga co..nate.
spidernik84
17 mar 2008 - 11:29 - #2@sandokan71: verissimo, noi non siamo messi bene, ma in confronto a quello che passano in cina tra torture, condanne a morte, censura e altre violenze assortite direi che così male non si sta in Italia.
Da noi se fai vera informazione al più ti isolano e diffamano, in Cina ti ammazzano, di sicuro…
spidernik84
17 mar 2008 - 11:30 - #3Aggiungo: è una vergogna che in un paese del genere si abbia il coraggio di organizzare un evento simbolo della collettività, dell’amicizia e dell’unione come le Olimpiadi, quando entro gli stessi confini si porta avanti un genocidio di simili proporzioni. L’indifferenza delle istituzioni mondiali è vomitevole.
glorfindel
17 mar 2008 - 11:31 - #4sandokan71 ma che dici?
Non ti accorgi proprio quanto siano diverse Italia e Cina? Noi abbiamo un sistema di informazione formalmente libero. Certo è viziato da troppi interessi economici e politici che spesso non lo rende affidabile, ma in Cina l’informazione è direttamente in mano al partito comunista che nasconde con tutti i mezzi anche le carneficine come quella che avviene in Tibet.
In Cina l’informazione semplicemente non c’è. C’è solo propaganda.
sandokan71
17 mar 2008 - 11:33 - #5(Chi mi ha dato -1? Fatti avanti!)
Di certo in Cina la situazione è drammatica, ma qua da noi possono anche ucciderti con le false notizie, le voci, gli indizi che diventano prove, la gogna mediatica…
“Sono sottili cose” diceva Maurizio Battista, in Cina chiudono i boccaporti e le bocche alle persone, qui da noi semplicemente cambiano i fatti, riscrivendoli a loro vantaggio.
God_Is_My_Co-Pilot
17 mar 2008 - 13:06 - #6calmati sandokan
guarda che l’Informazione con la I maiuscola non esiste, esistono uomini e donne che la fanno… e -si sa- l’umanità è meschina, corruttibile e fa gli interessi del suo portafoglio.
l’informazione in italia è lo specchio della mediocrità del paese.
detto questo le differenze tra italia e cina fortunatamente sono molte, almeno per quanto riguarda la libertà formale di fare informazione e giornalismo.
happymilk
17 mar 2008 - 13:08 - #7Secondo me in Italia siamo talmente abituati a prender per buono tutto quello che ci viene propinato dalla TV che i politici non hanno ancora cominciato a guardare (veramente) con sospetto internet.
Probabilmente la maggior parte di loro s’è accorta di una popolazione “pensante” dopo il V-Day di Grillo… ma da lì a prenderli troppo sul serio ce ne corre e ce ne correrà per un bel pò (temo)
Scusate l’OT
koan
17 mar 2008 - 13:15 - #8Vi invito a partecipare alla maratona contro la censura dell’associazione Reporters Sans Frontières (rsf.org): si tratta solo di mettere il proprio nome e cognome per manifestare contro la censura in Cina, Birmania, Egitto, ecc. ecc.
Se poi volete anche comprare la maglietta di RSF contro la Cina… io l’ho fatto…
(e sia chiaro che io non faccio parte di RSF, lo dico solo come cittadino indignato)
ugo manetta
17 mar 2008 - 17:04 - #9Ieri sera ho guardato Report su Rai Tre. Si parlava di energie rinnovabili e della possibile evoluzione dei sistemi di produzione/distribuzione di energia. Argomenti interessantissimi e attualissimi per tutti. Perchè solo lì ne parlano? Perchè nelle + famose trasmissioni di “approfondimento giornalistico” si parla solo di Garlasco, Olindo o Veltrusconi?
Da noi non c’è la censura perchè non ce n’è bisogno: trovare giornalisti che hanno il coraggio di pestare i piedi a chi conta è un’impresa.
joki
17 mar 2008 - 17:14 - #10sandokan
ma sbarelli? :D
italia e cina nemmeno paragonabili
vai pure in cina..che così vedi come si sta bene con i comunisti
Generazione Internet
18 mar 2008 - 16:50 - #11L’evoluzione della civiltà… sarà che la Cina è rimasta indietro per alcuni aspetti?