I lavori più sporchi dell'Information Technology

I lavori sporchi dell'ITInfoWorld ha pubblicato un elenco dei lavori sporchi, quelli che però quacuno deve pur fare, del mondo dell'informatica: sette inquadramenti professionali difficili da invidiare, a causa di compiti duri, tempi ristretti e contatto con persone totalmente ignoranti in materia. Tuttavia il loro scarso appeal li rende più disponibili e, come afferma anche Dan Tynan, specializzarsi in una di queste mansioni potrebbe aprire le porte di un nuovo contratto lavorativo.

La settima posizione spetta al "Legacy systems archaeologist", un sistemista esperto di linguaggi e macchine antidiluviani, come ad esempio Cobol o Vms; in sesta troviamo un "Help desk zombie", solitamente un operatore di call center che risponde a problematiche ricorsive facendo affidamento a procedure standard (come quelle per il ripristino di password dimenticate). L'"On-site reboot specialist" al quinto posto altri non è che il tecnico hardware e software di primo intervento, la persona a cui i digiuni di informatica si affidano per risolvere ogni tipo di problematica, dalla mancata accensione della macchina all'uso di un particolare software. In quarta posizione ecco un "Interdepartmental peace negotiator", un forte conoscitore dei problemi possibili, magari relativi ad un programma, che si occupa di conciliare le richieste degli utilizzatori del software con le sue reali possibilità e quindi con l'azienda.

Sul gradino più basso del podio fa il suo ingresso il "Enterprise espionage engineer" detto anche "Black Op", solitamente un esperto di sicurezza, smanettone, che testa l'affidabilità di una rete o di un sistema per i loro rispettivi proprietari, al fine di scovare eventuali falle da correggere prima che lo facciano dei malintezionati. Il posto d'onore è per il "Datacenter migration specialist", un sistemista che ha l'ingrato compito di spostare fisicamente, logicamente, o entrambi, una macchina o un sistema: niente di preoccupante se non fosse per i tempi richiesti, che sono sempre la metà di quelli necessari. La medaglia d'oro va però senza ombra di dubbbio allo "Sludge systems architect": una figura che contiene almeno quelle di tecnico hardware e sistemista, spesso costretto a lavorare in luoghi angusti (non tutte le sale server sono confortevoli, areate, a temperatura ed umidità controllate) per lunghi ed ininterrotti periodi di tempo, cioè fin quando il problema non viene risolto.

Via | InfoWorld.com

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